REALIZZAZIONE E MANTENIMENTO DELLA PRESA DOMINANTE

1 – il concetto di presa dominante

La presa dominante (master grip), o presa primaria, è un concetto riportato in una vasta pluralità di fonti bibliografiche, anche se viene raramente spiegato in maniera corretta. Più precisamente, sia nelle fonti bibliografiche che nei corsi specialistici, così come nelle lezioni formative tenute presso le varie Sezioni del TSN, si può facilmente verificare che:

  • Non viene spiegato COSA sia esattamente la presa dominante
  • Non viene spiegato COME mantenere la presa dominante nel tempo

Questo concetto è alquanto risalente nel tempo, potendosi collocare grossomodo negli anni 10 del XX secolo. Nel corso di svariati decenni, un numero considerevolmente alto di individui ha fornito una propria definizione di “presa dominante” al punto tale che MANCA una definizione accademica, o dottrinale che dir si voglia, di “presa dominante”. In termini molto semplificati, si può definire la “presa dominante” come la presa eseguita con la mano forte che è in grado di garantire CONTESTUALMENTE le sottostanti condizioni:

  • Facilitare un’estrazione rapida ed un puntamento sul bersaglio altrettanto rapido
  • Applicare pressione nei punti corretti per mantenere il controllo sull’arma durante il tiro
  • Consentire il regolare funzionamento dell’arma

La presa dominante INIZIA con la presa dell’arma in fondina, cosa che costituisce la BASE per la presa a due mani che DEVE essere mantenuta per tutta la sequenza degli eventi (tiro a segno ovvero difesa personale), ANCHE di fronte ad imprevisti come inceppamenti o cambi del caricatore. Per semplificare l’apprendimento della presa dominante, solitamente viene detto di formare una lettera ”U” con il pollice e l’indice della mano FORTE. Il punto centrale tra il pollice e l’indice è il punto dove DEVE appoggiare il dorsalino della pistola, cioè il punto dove deve scaricarsi l’energia del rinculo. Il posizionamento del dorsalino rispetto a questo punto DEVE essere il più ALTO possibile in modo da:

  • Togliere ogni spazio vuoto
  • Ridurre l’effetto torsionale derivante dall’azione del rinculo

È molto importante comprendere che se la mano non viene collocata il più in alto possibile, il controllo del rilevamento sarà conseguentemente scarso. Solo quando la mano forte è collocata il più in alto possibile sul dorsalino è possibile chiudere le dita premendo all’indietro in modo rettilineo e NON circolare o torsionale, in modo da evitare di torcere l’arma verso DESTRA  o verso SINISTRA. Quando le dita vengono chiuse, è importante ricordare che:

  • Il dito indice della mano forte rimane SEMPRE fuori dalla guardia, fino a quando non è il momento di sparare
  • Le dita restanti NON devono MAI esercitare una pressione eccessiva sull’arma e, in particolare, occorre NON esercitare MAI troppa pressione con il mignolo, od il punto di impatto verrà spostato verso il basso

Dopo avere chiuso le dita della mano FORTE, la mano DEBOLE potrà congiungersi alla mano FORTE, ponendo particolare attenzione al fatto che il pollice della mano debole, vada a collocarsi PARALLELO al telaio dell’arma. Se non dovesse sussistere questa condizione di parallelismo tra il pollice della mano debole ed il telaio dell’arma, occorre verificare se:

  • l’ergonomia dell’arma è inadatta alla conformazione fisica della mano
  • occorre effettuare una serie di aggiustamenti, più o meno complessi, per ottenere un centraggio ottimale dell’arma rispetto alla mano

Con riferimento specifico al rapporto incrociato tra la posizione del dito indice ed il movimento di estrazione, occorre ricordare che:

  • il dito rimane FUORI dalla guardia e parallelo al fusto dell’arma quando l’arma è in fondina e viene impugnata
  • il dito rimane ancora FUORI dalla guardia e parallelo al fusto dell’arma quando l’arma viene estratta
  • il dito rimane ancora FUORI dalla guardia e parallelo al fusto dell’arma quando l’arma è stata impugnata ed il gomito forte fa perno per indirizzare l’arma verso il bersaglio
  • il dito ENTRA nella guardia e va in appoggio, usando il centro della falange, con il grilletto quando le braccia vengono estese verso il bersaglio

Una volta che il dito indice è entrato nella guardia:

  • il contatto va mantenuto per TUTTA la sequenza di tiro
  • il contatto va rimosso quando inizia la sequenza per riporre l’arma in fondina

Il principio fondamentale per gestire la presa dominante è basato sull’equilibrio dei sottostanti elementi:

  • il dito indice della mano forte opera in modo INDIPENDENTE rispetto alle altre dita
  • una volta assunta la presa dominante la pressione complessiva delle dita DEVE rimanere COSTANTE nel tempo

2 – stabilizzazione ed ottimizzazione della presa dominante: da presupposto della presa a due mani a fondamentale strumento di controllo durante il tiro

Una volta effettuata la presa dominante, ed acquisita la presa a due mani, occorre mantenere questa condizione il più a lungo possibile per massimizzare il CONTROLLO e la STABILITA’ dell’arma nel tempo. Questo è IMPORTANTE perché più si MINIMZZA il rilevamento (specie durante il tiro rapido), e più si VELOCIZZA il riallineamento delle mire. I fondamenti della presa dominante sono i seguenti:

  • formare una “U” tra pollice ed indice della mano FORTE ad appoggiare il tutto sul dorsalino nel punto più alto possibile
  • mettere l’indice FUORI dalla guardia in modo che sia disteso e rilassato verso il bersaglio
  • esercitare una trazione retrograda lineare, assolutamente NON torsionale o rotazionale, in maniera equilibrata
  • mantenere un bilanciamento tra base del pollice e mignolo, in modo da non squilibrare l’arma

Quando viene effettuata la presa a due mani, è importante verificare la compresenza dei sottostanti elementi nella mano DEBOLE:

  • posizionamento il più alto possibile, in modo da CONSENTIRE comunque il regolare funzionamento dell’arma
  • pollice indirizzato verso il bersaglio
  • dita inclinate a 45° verso il basso
  • polso bloccato
  • gomito bloccato
  • posizionamento costante rispetto al telaio dell’arma e rispetto alla mano forte, volta dopo volta, ma senza interferire con il funzionamento

3 – adeguatezza della pressione e distribuzione della forza nell’esecuzione della presa a due mani

Per eseguire CORRETTAMENTE la presa a due mani, è importante comprendere come applicare la pressione con le mani. Ci sono tre scuole di pensiero sul punto, che sono:

  • applicare maggiore pressione con la mano FORTE e minore pressione con la mano DEBOLE (deriva dall’applicazione della posizione WEAVER e, pur essendo concettualmente sensata perché è basata sul presupposto che la mano forte eserciti una pressione maggiore rispetto alla mano debole, in realtà presenta il difetto che il cervello non è in grado di eseguire una simile distinzione, oltre al fatto alcuni individui non sono in grado di applicarla e di mantenerla)
  • applicare una identica pressione con ambo le mani anche se in direzioni opposte (deriva dall’applicazione della posizione ISOSCELE ma ha il difetto che alcuni individui non sono in grado di applicarla e di mantenerla)
  • applicare una identica pressione con ambo le mani ma in direzioni contrapposte (deriva dall’applicazione di una leva del secondo ordine ma ha il difetto di essere poco conosciuta e poco praticata, pur essendo estremamente efficiente)

Nell’esecuzione della presa a due mani la distribuzione della forza esercitata dalle mani è fondamentale, ma vanno fatti dei distinguo. Se è indubbio che ambo le mani avvolgono l’impugnatura dell’arma, è IMPORTANTE puntualizzare che:

  • la mano FORTE tiene il contatto con il dorsalino nel punto più alto possibile e mantiene il polso bloccato in modo costante
  • la mano DEBOLE assicura il contatto con la mano FORTE ed il polso bloccato in modo costante

4 – la costanza del livello di pressione sviluppato dalle mani durante tutta l’azione di tiro e la sua importanza

Una presa dominante tecnicamente CORRETTA ed una altrettanto CORRETTA presa a due mani, dipendono dalla capacità di sviluppare un determinato livello di pressione sull’arma e di mantenerlo COSTANTE per tutta la durata dell’azione di tiro. Se il livello di pressione non fosse costante, allora la presa “va perduta” dopo pochi colpi, ed è possibile notare quei difetti noti colloquialmente come la presa che si “apre” con  l’arma non “cade” in avanti durante la sequenza di tiro.

5 – errori comuni nell’esecuzione della presa a due mani

Gli ERRORI da EVITARE assolutamente nell’esecuzione della presa a due mani sono i seguenti:

  • premere con i pollici contro l’arma
  • piegare i polsi
  • collocare le dita in maniera tale da interferire con il regolare funzionamento dell’arma
  • non applicare in modo costante i fondamenti della tecnica di tiro

6 – il rapporto tra principi e tecniche nella realizzazione della presa dominante e della successiva presa a due mani

Il rapporto tra principi e tecniche nella realizzazione della presa dominante (e della successiva presa a due mani) è qualcosa di estremamente confuso anche tra gli esperti del settore (NB quelli veri, e non quelli autoproclamatisi tali!!). Detto in termini altamente semplificati, principi sono gli elementi concettuali che stanno alla base delle tecniche. Quello che DEVE essere ben chiaro, è che un principio potrebbe trovare applicazione anche in più tecniche diverse. Le tecniche, invece, sono le modalità con le quali vengono applicate a livello pratico i principi. Si tratta, cioè, dell’applicazione concreta di un singolo elemento concettuale (cioè di un principio). Per fare un esempio banalissimo, ma alla portata di tutti, calciare il pallone con il piatto del piede è una TECNICA, ma NON rappresenta l’intero gioco del calcio!! Infine, per chiudere il cerchio, la TATTICA, è l’applicazione congiunta di due o più tecniche. Il problema fondamentale, quando si parla di difesa personale armata, è che un numero elevatissimo di individui applica le tecniche senza conoscere i principi che ne stanno alla base. Se ci si approccia ad un problema tentando di applicare la tecnica ma senza conoscere il principio che sta ala base, NON si riuscirà MAI ad affrontare ed a risolvere positivamente quel problema. Per rendersene conto è sufficiente frequentare una qualsiasi Sezione del TSN, oppure un qualsivoglia campo di tiro dinamico o tiro IDPA per rendersene conto!! Se si vuole realmente migliorare le proprie prestazioni, è FONDAMENTALE comprendere i principi che stanno alla base dele diverse tecniche. Sono ragionando in questo modo sarà possibile ottenere un’evoluzione progressiva della propria tecnica di tiro in senso qualitativamente migliore. Con riferimento specifico alla presa dell’arma, non bisogna mai dimenticare che questa dipende dai seguenti fattori:

  • il tipo di arma
  • la forma delle mani
  • la dimensione delle mani

Partendo da questi presupposti, la presa per risultare REALMENTE efficiente deve essere:

  • durevole, cioè DEVE rimanere immutata nel tempo, anche nel caso di sequenze di tiro lunghe e sostenute
  • costante, cioè DEVE essere eseguita SEMPRE nello stesso modo, a prescindere che si debba estrarre per sparare il più rapidamente possibile, oppure che occorra estrarre per sparare in maniera lenta e calcolata (N.B. l’applicazione della leva, dell’attrito ed il fulcro vengono sviluppate in maniera IDENTICA su armi IDENTICHE)
  • ripetitiva, cioè DEVE potersi effettuare nello stesso modo in QUALSIASI condizione di tempo e di spazio (N.B. la leva ed il fulcro sono IDENTICI tutte le volte che ci spara)

7 – ottimizzazione della presa dominante attraverso il posizionamento razionale della mano forte

La presa dominante DEVE essere OTTIMIZZATA attraverso il posizionamento razionale della mano FORTE. Questo avviene rispettando i seguenti principi:

  • collocare la mano il più in ALTO possibile perché occorre MINIMIZZARE l’effetto leva avvicinando il più possibile l’asse della canna con l’asse dell’avambraccio. La posizione esatta del palmo della mano rispetto all’arma dipende dalla TIPOLOGIA dell’arma e dalle DIMENSIONI della mano;
  • avvolgere quanto più possibile l’impugnatura con le dita in modo da MASSIMIZZARE l’attrito sviluppato. Anche in questo caso la posizione esatta delle dita rispetto all’arma dipende dalla TIPOLOGIA dell’arma e dalle DIMENSIONI della mano;
  • esercitare una pressione contrapposta tra frontalino (con le dita) e dorsalino (con il palmo), ma SENZA torcere l’arma a DESTRA o a SINISTRA, a seconda che si tratti di tiratore sinistrorso o destrorso;
  • verificare la presenza di un contatto PIENO tra dorsalino e palmo della mano. Non devono esistere spazi vuoti tra il palmo della mano FORTE ed il dorsalino, o la presa sarà inefficiente;
  • verificare il rispetto dei principi del tiro e della presenza di tutti gli elementi della tecnica, eseguendo del tiro in bianco con la SOLA mano FORTE. Le mire non devono spostarsi e la pressione non deve variare

La verifica dell’effettiva sussistenza dell’ottimizzazione della posizione della mano FORTE va effettuata con una serie di prove a fuoco che prevedono:

  • l’isolamento delle singole componenti della tecnica di tiro
  • l’utilizzo di un singolo bersaglio, nella fase iniziale, con aumento progressivo dei bersagli, fino ad un massimo di 4 bersagli
  • l’esplosione di un numero di colpi che va, piuttosto indicativamente, da un minimo di 1 ad un massimo di  10

8 – ottimizzazione della presa dominante attraverso il posizionamento razionale della mano debole

La presa dominante DEVE essere OTTIMIZZATA attraverso il posizionamento razionale della mano DEBOLE. Questo avviene rispettando i seguenti principi:

  • collocare la mano il più in ALTO possibile perché occorre RIDURRE l’effetto leva connesso al rinculo. La posizione esatta rispetto all’arma dipende dalla tipologia dell’arma e dalle dimensioni della mano;
  • collocare il pollice PARALLELO al carrello, ma SENZA schiacciarlo, tenendo conto del proprio livello di comodità personale e del fatto di non interferire con il regolare funzionamento dell’arma. Questo comporta un’aderenza ottimale (delle dita deboli sulle dita forti) ed una minimizzazione dell’effetto leva connesso al rinculo (con riduzione del rilevamento);
  • collocare la mano in modo da riempire lo spazio vuoto sull’impugnatura, andando a massimizzare la superficie di contatto;
  • realizzare e mantenere il contatto tra le basi dei due pollici per OTTIMIZZARE la pressione sull’arma. Non deve esistere spazio tra i due pollici, o si viene a determinare una presa DEBOLE (perché non sviluppa pressione a sufficienza sull’arma) INEFFICIENTE (perché non è costante nel tempo);
  • coprire le dita FORTI senza generare alcun effetto torsionale che inficerebbe la pressione con strappi a sinistra o a destra;
  • esercitare una pressione tale da ridurre il rilevamento, ma SENZA originare una presa spasmodica;

La verifica dell’effettiva sussistenza dell’ottimizzazione della posizione della mano DEBOLE va effettuata con una serie di prove a fuoco che prevedono:

  • l’isolamento delle singole componenti della tecnica di tiro
  • l’utilizzo di un singolo bersaglio, nella fase iniziale, con aumento progressivo dei bersagli, fino ad un massimo di 4 bersagli
  • l’esplosione di un numero di colpi che va, piuttosto indicativamente, da un minimo di 1 ad un massimo di  10

9 – l’importanza centrale dell’equilibrio nel livello di pressione sviluppato durante l’esecuzione della presa a due mani

Durante l’esecuzione della presa a due mani, la mancanza di adeguate basi teoriche fa si che molti individui inizino una sequenza di tiro con una presa CORRETTA, per PERDERLA miseramente dopo pochi colpi!! La perdita della presa a due mani può avvenire:

  • con la mano DEBOLE che scivola in avanti perché si esercita una pressione eccessiva, oppure perché c’è una combinazione tra pressione eccessiva  e mani molto sudate
  • con la mano FORTE, che spinge via quella DEBOLE premendo eccessivamente con il pollice

Per evitare che le mani si separino, e che la presa a due mani vada perduta dopo pochi colpi, è fondamentale che:

  • con la mano FORTE, la parte carnosa del pollice PREMA saldamente contro il dorsalino
  • con la mano DEBOLE, la parte carnosa del pollice PREMA saldamente contro il dorsalino e contro la parte carnosa del pollice della mano FORTE

Volendo semplificare maggiormente la spiegazione, per evitare che la presa a due mani vada perduta, è fondamentale che non ci sia uno spazio vuoto tra le basi dei palmi e le basi (parti carnose) dei pollici. Se lo spazio vuoto viene rimosso, allora la presa a due mani non si “apre”, e l’arma non “cade” in avanti durante la sequenza di tiro. Per valutare l’adeguatezza tecnica della presa, occorre effettuare prima una valutazione in bianco e, successivamente, a fuoco

10 – capacità di miglioramento della presa dominante e conseguente sviluppo qualitativo della presa a due mani

Il miglioramento del livello qualitativo della presa dominante dipende dall’applicazione coordinata dei seguenti fattori:

  • massimizzazione della leva tra pollice e mignolo al momento STESSO in cui la presa dominante viene realizzata
  • articolazione del SOLO dito indice nel momento in cui occorre premere il grilletto
  • centraggio dell’arma nel palmo della mano
  • allineamento del radio del braccio forte con l’asse della canna
  • applicazione di un ADEGUATO livello di tensione muscolare nel polso e nell’avambraccio

Il successivo, e conseguente, miglioramento del livello qualitativo della presa a due mani dipende invece dipende dall’applicazione coordinata dei seguenti fattori:

  • massimizzazione della leva tra pollice e mignolo quando la mano DEBOLE avvolge la mano FORTE, utilizzando come fulcro il ramo inferiore della guardia e la falange del dito indice della mano DEBOLE come punto per fare perno
  • applicare un livello di forza OMOGENEA e CONTRAPPOSTA rispetto a quella applicata dalla mano FORTE
  • rafforzare il centraggio dell’arma nelle mani sfruttando il concetto di punto di mira naturale, per fare in modo che l’arma cessi di rinculare SEMPRE ”a ore 12” e mai “a ore 1 – 2” (per i tiratori destrorsi) o a “ore 10 – 11” (per i tiratori sinistrorsi)
  • applicare un ADEGUATO livello di tensione muscolare nel polso e nell’avambraccio

Se questi elementi vengono applicati in maniera continuativa, il livello qualitativo della presa  a due mani sarà SUPERIORE, in quanto:

  • si origina una leva del secondo ordine tra mani, polsi e avambracci, che è altamente efficiente dal punto di vista biomeccanico
  • si genera un unico punto di scarico del rinculo, che facilita il controllo dell’arma, anche ad elevate cadenze di tiro