LE ESTRINSECAZIONI SOSTANZIALI DELLA POSIZIONE DI TIRO
1 – le conseguenze dell’adozione di una corretta posizione di tiro
La posizione di tiro è una delle componenti fondamentali del triangolo del controllo dell’arma, di cui si è parlato ampiamente in altre pagine di questo sito. Più precisamente, la posizione di tiro è l’elemento che presiede al controllo del rinculo. Chiarito questo aspetto preliminare, occorre ricordare che la posizione di tiro, qualsiasi essa sia, deve OBBLIGATORIAMENTE porre il suo utilizzatore nella condizione di:
- Consentire un bilanciamento ottimale del proprio corpo, ovvero il baricentro DEVE sempre essere collocato in maniera tale da NON cadere all’indietro quando si spara e quando ci si sposta
- Garantire il corretto livello di rilassamento delle braccia e delle spalle, SENZA che insorgano rigidità paralizzanti o condizioni di sovraestensione delle spalle e dei deltoidi
- Garantire mobilità sufficiente alle esigenze che, progressivamente, si vengono a profilare
- Garantire il Punto Naturale di Mira in ogni momento
- Controllare efficacemente il rinculo
Se la posizione di tiro utilizzata è corretta, ci saranno AUTOMATICAMENTE tutta la serie di conseguenze positive per l’utente. Per questo motivo, in numerose fonti bibliografiche si parla di “conseguenze sostanziali” o di “estrinsecazioni sostanziali” della posizione di tiro. Le estrinsecazioni sostanziali dell’adozione di una CORRETTA posizione di tiro sono le seguenti:
- Stabilità
- Mobilità
- Controllo del rinculo
- Punto naturale di mira
2 – posizione di tiro e stabilità
La posizione di tiro, qualsiasi essa sia, DEVE essere STABILE, ossia deve essere tale da non fare arretrare, o peggio cadere a terra l’utente, in seguito all’azione del rinculo, ANCHE nel caso di tiro ad elevate cadenze. Per comprendere se la posizione di tiro è effettivamente stabile, è sufficiente verificare che la punta del naso sia più avanti della punta dei piedi. Detto in altri termini, quando si impugna (nel caso di un’arma corta) o si imbraccia (nel caso di un’arma lunga) un’arma, le SPALLE devono sempre essere più avanti rispetto ai FIANCHI. Questo adeguamento posturale è di FONDAMENTALE importanza non solo per le armi lunghe (ed in particolare per quelle capaci di sviluppare elevati livelli di rinculo), ma anche per le armi corte. Se questa condizione dovesse mancare, si tende a cadere (o a squilibrarsi) all’indietro quando vengono eseguite sequenze di tiro ad ELEVATA cadenza, oppure quando l’arma è in grado di sviluppare ELEVATI livelli di rinculo. Inoltre, la posizione di tiro può definita stabile solo se consente di effettuare un adattamento automatico al mutare del livello di sollecitazione esterna. Detto in altri termini, occorre sviluppare la capacità di effettuare una regolazione “fine” della posizione di tiro in base alla variazione di uno, o più, dei sottostanti fattori:
- Livello di potenza della munizione impiegata => più il livello di potenza (energia cinetica) della munizione è elevato e più il baricentro deve essere spostato in avanti
- Complessione fisica => più la complessione fisica è prestante/robusta e meno il baricentro necessita di essere spostato in avanti
- Cadenza di tiro => più la cadenza di tiro è elevata e più il baricentro deve essere spostato in avanti
3 – posizione di tiro e mobilità
La posizione di tiro, qualsiasi essa sia, deve consentire di sviluppare livelli di mobilità adeguata a quella che sono le esigenze del caso concreto. Questo è il motivo per il quale la posizione di tiro CORRETTA viene definita come “equilibrio in movimento”. Questo significa che la posizione di tiro deve avere una base di appoggio AMPIA a sufficienza per garantire adeguata stabilità, ma non ampia al punto tale da rendere impossibili, o comunque estremamente difficoltosi, spostamenti, cambi di direzione o cambi di posizione (per esempio, il passaggio dalla posizione eretta a quella inginocchiata, oppure a quella prona). La mobilità deriva dal fatto che la posizione di tiro deve possedere le seguenti caratteristiche:
- Base di appoggio con ampiezza pari a quella delle spalle e comunque NON eccessivamente estesa
- Baricentro basso ed avanzato
- Assenza di rigidità paralizzanti
- Assenza di sovraestensione delle spalle, delle braccia e dei deltoidi
- Utilizzo dell’allineamento osteo-articolare per sostenere l’arma
- Sfruttamento di schiena e deltoidi per sostenere l’arma
- Utilizzo di gambe, ginocchia e caviglie come ammortizzatori
- Utilizzo di gambe naturalmente flesse, non solo per semplificare spostamenti e cambi di direzione, anche repentini, ma anche per generare accelerazioni e decelerazioni brucianti che dovessero rendersi eventualmente necessarie
4 – posizione di tiro e capacità concreta di controllo del rinculo
Il controllo del rinculo avviene facendo in modo che il baricentro sia collocato in avanti in maniera adeguata rispetto al tipo di arma e di munizione. Per valutare la correttezza della propria posizione di tiro, è sufficiente verificare che la punta del naso sia più avanti della punta dei piedi. Reso in termini di più facile comprensione per chiunque, quando si impugna (nel caso di un’arma corta) o si imbraccia (nel caso di un’arma lunga) un’arma, le SPALLE devono sempre essere più avanti rispetto alle ANCHE. Questo adeguamento posturale è di FONDAMENTALE importanza non solo per le armi lunghe (ed in particolare per quelle capaci di sviluppare elevati livelli di rinculo), ma anche per le armi corte. Se questa condizione dovesse MANCARE, si tende a cadere (o a squilibrarsi) all’indietro quando vengono eseguite sequenze di tiro ad elevata cadenza, oppure quando l’arma è in grado di sviluppare ELEVATI livelli di rinculo.
5 – posizione di tiro e acquisizione automatica del punto naturale di mira
Il punto naturale di mira (Natural Point of Aim) può essere definito come quella condizione fisica (posturale) tale per cui il corpo, e quindi l’asse della canna, è allineato al punto del bersaglio che si vuole colpire. Dal punto di vista geometrico, si tratta della situazione in cui sussiste la complanarità tra:
- Asse (verticale) del bersaglio
- Asse (verticale) del corpo
- Asse della canna
L’acquisizione del punto naturale di mira deriva dall’allenamento. Solo con l’allenamento corretto, e reiterato, si andranno a formare quei collegamenti neurali che renderanno automatica l’acquisizione del punto naturale di mira di fronte alla comparsa di un pericolo reale. Alle distanze tipiche degli scontri a fuoco, l’acquisizione istintiva del punto naturale di mira può salvare la vita perché si è costretti a REAGIRE piuttosto che ad AGIRE, e questo è in grado di fare la differenza tra la vita e la morte. Per verificare l’effettiva sussistenza del punto naturale di mira è possibile utilizzare la sottostante sequenza di gesti, utilizzando un bersaglio posto a 5m di distanza:
- Impugnare l’arma collocandosi davanti al bersaglio
- Chiudere gli occhi
- Puntare l’arma verso il bersaglio
- Aprire gli occhi
- Verificare DOVE sono le mire rispetto al bersaglio
A questo punto, se le mire sono collocate correttamente rispetto al bersaglio, e quindi se l’arma è effettivamente in punteria, allora significa che il punto naturale di mira è già acquisito regolarmente. Diversamente, se così non fosse, occorre compiere degli aggiustamenti più o meno fini della posizione di tiro, spostando leggermente i piedi o i fianchi, per fare in modo che, l’asse della canna coincida con la colonna vertebrale e con l’asse verticale del bersaglio.
Equilibrio in movimento: i rapporti incrociati tra presa dell’arma, manipolazione, stabilità e spostamento rispetto al bersaglio
| Elemento | Azione corrispondente | Note |
| Frontalino | Aderenza corretta con le dita | Sovrapporre le dita della mano debole a quelle della mano forte SE viene usata l’arma corta |
| Dorsalino | 1) Aderenza corretta con il palmo 2) Spingere l’arma in avanti per indirizzarla correttamente verso il bersaglio 3) Mano più in alto possibile | Vale sia per l’arma corta che per l’arma lunga |
| Parte alta dell’impugnatura | 1) Avvolgere con la parte arretrata del pollice e del palmo per evitare strappi in deriva 2) Palmo collocato il più in alto possibile in funzione della tipologia dell’arma | Vale sia per l’arma corta che per l’arma lunga |
| Parte scoperta dell’impugnatura | Avvolgere con la mano debole | 1) SOLO se viene usata l’arma corta 2) Migliora il controllo 3) Evita strappi in alzo |
| Astina | Avvolgere con la mano debole | 1) SOLO se viene usata l’arma lunga 2) Migliora il controllo 3) Evita strappi in alzo e deriva |
| Posizione del tronco | Palesemente flesso in avanti non appena comincia la fase di estrazione o di imbracciata | 1) Vale sia per l’arma corta che per l’arma lunga 2) Fondamentale per il controllo del rinculo nel tiro rapido 3) Fondamentale per semplificare gli spostamenti |
| Condizione dell’addome | Muscolatura leggermente contratta non appena comincia la fase di estrazione o di imbracciata | 1) Vale sia per l’arma corta che per l’arma lunga 2) Fondamentale per accelerare la capacità di risposta 3) Rilevante per semplificare gli spostamenti e per assorbire meglio il rinculo |
| Condizione del bacino | Leggermente abbassato non appena comincia la fase di estrazione o di imbracciata | 1) Vale sia per l’arma corta che per l’arma lunga 2) Fondamentale per muoversi repentinamente in qualsiasi direzione |
| Condizione dei piedi | 1) Dipendente dal caso concreto 2) Peso sugli avampiedi | 1) Vale sia per l’arma corta che per l’arma lunga 2) Fondamentale per muoversi repentinamente in qualsiasi direzione |