L’IMPORTANZA DELL’EFFICIENZA DI MOVIMENTO NEL CONTESTO DELLA RISPOSTA DIFENSIVA
1 – premessa: la condizione di sfavore che connota la risposta difensiva
In difesa personale è sempre l’aggressore che ha il lusso di scegliere il TEMPO, il LUOGO e le MODALITA’ dell’aggressione. La vittima può tutelarsi UNICAMENTE attraverso la consapevolezza dell’ambiente circostante e con l’analisi continua di cosa avviene al suo interno in tempo reale. La conseguenza di questo stato di cose, è che in difesa personale occorre reagire, piuttosto che agire, per cui occorre essere in grado di prevalere con RAPIDITA’ e PRECISIONE per salvarsi la vita dopo avere verificato la CONCRETA presenza di una REALE fonte di pericolo LETALE e della annessa IMPOSSIBILITA’ di fuggire!! Per poter pensare ragionevolmente di sopravvivere, è necessario porre in essere una risposta che sia congiuntamente precisa, potente e coerente. Detto in altri termini, la risposta difensiva DEVE essere:
- Precisa => significa che il tipo di risposta posto in essere dalla vittima DEVE riguardare SOLO la fonte del pericolo, e MAI soggetti estranei, attraverso l’applicazione di una forza che, per INTENSITA’ e per TIPOLOGIA, sia tale da massimizzare la probabilità di neutralizzazione del pericolo
- Potente => significa che il tipo di risposta posto in essere dalla vittima DEVE sviluppare un livello di forza pari alla gravità dell’aggressione che si è costretti a subire, e MAI eccedente
- Coerente => significa che il tipo di risposta posto in essere dalla vittima DEVE essere congruente con il tipo di minaccia che si è costretti ad affrontare, e MAI illogico
La conseguenza di attivare una risposta connotata dai caratteri di precisione, potenza e coerenza è che la vittima di un’aggressione armata potrà concretamente:
- Ridurre al massimo il tempo di estrazione
- Ridurre al massimo la partenza del primo colpo
- Limitare la capacità di acquisizione degli stimoli visivi SOLO a quelle informazioni realmente pertinenti
- Limitare l’acquisizione della punteria alla SOLA “punteria accettabile” e non alla “punteria corretta” (V. voce a se in questo stesso sito)
- Limitare la risposta al solo utilizzo di doppiette (double taps) o triplette (triple taps), SENZA porre in essere sequenze di colpi interminabili, come spesso si vede in un numero sempre più crescente di programmi formativi destinati alla difesa personale armata
- Utilizzare UNICAMENTE doppiette (double taps) all’aumentare della distanza (N.B. più aumenta la distanza e più aumenta la dispersione, con conseguente aumento del pericolo di colpire terzi estranei), tenendo sempre a mente che, contrariamente a quanto sostenuto da molti, a distanze di 20 – 25m non si può parlare di difesa personale armata
2 – i principi dell’efficienza di movimento
Dal momento che, di fronte ad un’aggressione LETALE, occorre essere in grado di prevalere attraverso una condotta PRECISA, POTENTE e COERENTE per salvarsi la vita, diventa di FONDAMENTALE importanza adottare dei movimenti che siano il più possibile efficienti. Il presupposto, logico e funzionale, dei caratteri di potenza, precisione e coerenza della risposta difensiva è costituito dall’efficienza dei movimenti. Se la vittima di una aggressione armata è concretamente in grado di porre in essere dei movimenti efficienti, ad elevata velocità e sotto alto stress, allora avrà una ragionevole probabilità di sopravvivenza. A livello didattico, le prime tracce in materia di efficienza di movimento sono ravvisabili, in maniera alquanto generalista, nella seconda meda del XIX secolo. Un nuovo impulso a livello didattico, in relazione all’importanza dell’efficienza di movimento, si è avuto negli anni 10 del XX secolo, in concomitanza e successivamente al primo conflitto mondiale (1914 – 1918). Tuttavia, c’è voluto quasi un secolo perché l’argomento dell’efficienza di movimento diventasse di dominio comune e, quindi, genericamente accettato tra chi si occupa di difesa personale. Anche se si tratta di un concetto trasversale tra la difesa personale disarmata e quella armata, in realtà è proprio nell’ambito della difesa personale ARMATA che questo concetto assume la MASSIMA importanza. Dopo un’evoluzione concettuale e didattica durata oltre un secolo, si può affermare con un sufficiente grado di certezza che principi dell’efficienza del movimento sono i seguenti:
- Azione complessiva (o consolidata)
- Applicazione dell’economia di movimento
- Gestione dell’inerzia
- Effettuazione di uno forzo adeguato
- Eliminazione dell’esitazione
3 – azione consolidata
Con il termine “azione complessiva” o “azione consolidata”, in difesa personale ci si riferisce al fatto che quando occorre compiere una determinata azione, occorre automaticamente compiere tutte le azioni antecedenti e susseguenti rispetto ad essa. Ad esempio, se occorre sparare, è necessario prima impugnare l’arma, estrarla, allinearla al bersaglio e, infine, premere il grilletto. Poi occorre continuare a sparare fino a quando la minaccia non viene annullata. Se necessita effettuar un cambio del caricatore occorre provvedere in tal senso. E così via. La velocità di risposta è una conseguenza ANCHE dell’azione consolidata: più l’azione consolidata viene applicata e più la velocità di risposta sarà elevata.
4 – applicazione dell’economia di movimento
Con il termine “economia di movimento”, in difesa personale (ma anche in molteplici discipline sportive), ci si riferisce al fatto che occorre usare SOLO i movimenti che servono e SOLO quelli più corti e brevi. Questo contribuisce a ridurre i tempi di esecuzione ed a velocizzare la capacità di risposta. La velocità di risposta è una conseguenza ANCHE dell’economia di movimento: più vengono utilizzati dei movimenti rispettosi del principio di economia e più la velocità di risposta sarà elevata.
5 – gestione dell’inerzia
Con il termine “gestione dell’inerzia”, in difesa personale ci si riferisce al fatto di NON forzare i propri movimenti, ma di muoversi usando SOLO la velocità necessaria per fermarsi DOVE e QUANDO necessita. La velocità di risposta è una conseguenza ANCHE della capacità di gestire l’inerzia dei propri movimenti: più l’inerzia dei movimenti viene rispettata e più la velocità di risposta sarà elevata.
6 – effettuazione di uno sforzo adeguato
Con il termine “sforzo adeguato”, in difesa personale ci si riferisce al fatto di eseguire i movimenti usando SOLO i gruppi muscolari necessari, SENZA coinvolgere gruppi muscolari superflui, in modo da evitare di dare luogo a rigidità, rallentamenti e tensioni improprie. La velocità di risposta è una conseguenza ANCHE della capacità di utilizzare SOLO i gruppi muscolari strettamente necessari nel caso concreto: più si impara ad usare solo i gruppi muscolari strettamente necessari e più la velocità di risposta sarà elevata.
7 – eliminazione dell’esitazione
Con il termine “eliminazione dell’esitazione”, in difesa personale ci si riferisce al fatto che l’azione deve essere realizzata SENZA pensiero conscio (perché è stata ripetuta migliaia di volte in allenamento) e SENZA incertezza (perché è perfettamente nota). La velocità di risposta è una conseguenza ANCHE della capacità di “risolvere i problemi” ch si presentano SENZA dovere perdere del tempo prezioso per “capire come fare”: più si ripetono determinati gesti in allenamento, per ridurre il tempo e di esitazione, e più la velocità di risposta sarà elevata.
8 – conseguenze pratiche dell’efficienza di movimento
Come si è visto in precedenza, attraverso l’allenamento reiterato nel tempo sarà possibile pervenire all’efficienza di movimento. Una volta conseguito un livello adeguato di efficienza di movimento, sarà necessario continuare ad allenarsi per evitare che questo livello scenda al di sotto del minimo accettabile. In questa sede è importante chiarire che, qualora si verifichi una REALE aggressione armata, attraverso l’efficienza di movimento si conseguiranno i seguenti risultati PRATICI:
- Destrezza
- Efficacia
- Applicazione fisica
Con il termine DESTREZZA ci si riferisce al fatto che la propria capacità di risposta sarà connotata da:
- abilità nell’utilizzo dell’equipaggiamento => significa che movimenti caratterizzanti la risposta difensiva sono tutti NOTI per quanto attiene il profilo conoscitivo e PERFETTI per quanto attiene il profilo tecnico (N.B. l’equipaggiamento, non importa quanto complesso possa essere, verrà usato nel modo più efficiente possibile in relazione alla situazion concreta)
- certezza dei movimenti => significa che TUTTI i movimenti che compongono la risposta difensiva sono tutti perfettamente NOTI a livello di mente subconscia (a causa dell’allenamento reiterato nel tempo da parte della vittima) molto tempo PRIMA che l’aggressione si verifichi, per cui verranno posti in essere SENZA alcuna incertezza
- coordinazione dei movimenti => significa che i movimenti caratterizzanti la risposta difensiva sono tutti armonicamente collegati gli uni con gli altri
- ritmo dei movimenti => significa che i movimenti caratterizzanti la riposta difensiva saranno congruenti con la condotta dell’aggressore come TEMPO e come MODO di esecuzione (N.B. a seconda delle circostanze, la vittima sarà in grado di comprendere se occorre eseguire una doppietta e spostarsi, se occorre scendere sotto un elemento di copertura e sparare, e così via)
Con il termine EFFICACIA ci si riferisce al fatto che la propria capacità di risposta sarà connotata da:
- coerenza dei movimenti => significa che i movimenti caratterizzanti la risposta difensiva sono PERETTAMENTE congruenti con la condotta dell’aggressore (N.B. ad esempio, se vi è la possibilità di fuggire si DEVE fuggire, oppure se non vi è la possibilità di fuggire la risposta DEVE tenere conto del principio di progressione della forza, e così via)
- precisione dei movimenti => significa che i movimenti caratterizzanti la risposta difensiva sono tali da consentire il piazzamento dei colpi sull’aggressore con la massima precisione possibile nel contesto della realtà CAOTICA e DINAMICA dello scontro a fuoco
Con il termine APPLICAZIONE FISICA ci si riferisce al fatto che la propria capacità di risposta sarà connotata da:
- velocità di esecuzione => significa che i movimenti caratterizzanti la risposta difensiva (a causa dell’allenamento reiterato nel tempo da parte della vittima) verranno eseguiti alla MASSIMA consentendo un piazzamento dei colpi sull’aggressore che sia ACCURATO e PRECISO rispetto alle circostanze della singola situazione concreta
- attenzione all’ambiente circostante => significa che i movimenti caratterizzanti la risposta difensiva vengono eseguiti tenendo conto delle informazioni provenienti dall’ambiente circostante