L’IMPIANTO STRUTTURALE DELLA POSIZIONE DI TIRO DAL PUNTO DI VISTA BIOMECCANICO
1 – caratteri essenziali della posizione di tiro
Chiunque utilizzi un’arma per scopi difensivi (invariabilmente se corta o lunga), se vuole colpire i bersagli in maniera costante, DEVE necessariamente assumere uno stabile posizione di tiro (steady firing position). La posizione di tiro deve consentire di imbracciare/impugnare l’arma in maniera:
- Costante => deve essere eseguita SEMPRE nello STESSO modo; questo deriva dalle connessioni neurali che si vengono a creare a seguito di gesti compiuti migliaia di volte in addestramento/allenamento; occorrono circa 5.000 ripetizioni per creare un percorso a livello neurale e programmare una certa risposta a livello di mente subconscia, ma ce ne vogliono molti di più se venisse programmato un movimento errato e diventasse necessario rimuoverlo o correggerlo
- Affidabile => deve consentire di ottenere precisione e controllo ADEGUATI all’utilizzo pratico dell’arma in QUALSIASI contesto operativo
- Stabile => deve essere configurata in maniera tale da non “aprirsi” a seguito dell’azione del rinculo, anche se reiterato; ciò significa che la posizione deve potere essere MANTENUTA durante QUALSIASI sequenza di tiro, a prescindere dalla sua effettiva durata
Il compito ESSENZIALE della posizione di tiro è quello di CONTROLLARE il rinculo. La conseguenza di controllare efficacemente il rinculo è quella di facilitare il centraggio delle mire al centro ESATTO del bersaglio. È importante ricordare che esiste un rapporto incrociato tra posizione di tiro e presa (imbracciata) dell’arma. Infatti, mentre la posizione di tiro serve per controllare il rinculo, la presa dell’arma serve per controllare il rilevamento. Il prospetto sottostante serve per chiarire meglio il rapporto tra presa dell’arma e posizione di tiro.
I rapporti incrociati tra imbracciata dell’arma e posizione di tiro
| Imbracciata (presa) dell’arma | Posizione di tiro |
| Finalità: controllare il RILEVAMENTO | Finalità: controllare il RINCULO |
| Conseguenza: facilitare il ripristino organico/ordinato della punteria dopo ogni colpo | Conseguenza: facilitare il centraggio delle mire al centro del bersaglio dopo ogni colpo |
2 – i componenti della posizione di tiro dal punto di vista biomeccanico
Dal punto di vista della biomeccanica, la posizione di tiro risulta essere composta dai sottostanti elementi:
- Testa
- Braccia
- Tronco
- Fianchi
- Piedi
Ragionando in quest’ottica, la posizione di tiro viene concepita come una sorta di “collettore dei componenti” della tecnica di tiro. È possibile immaginare la posizione di tiro come l’insieme organico di cinque macrocategorie afferenti a cinque distretti corporei diversi.
3 – i componenti della posizione di tiro dal punto di vista biomeccanico: la testa
Dal punto di vista dell’analisi biomeccanica, in relazione alla condizione ed all’utilizzo della testa:
- la direzione della punta del naso coincide con l’asse verticale del corpo (rachide) e coincide a sua volta con l’asse della canna (volata)
- la punta del naso è più avanti delle spalle e del bacino
A livello pratico, la testa DEVE essere perfettamente eretta in modo tale da guardare BENE in AVANTI per acquisire al massimo gli stimoli visivi. Come conseguenza del fatto che il baricentro è spostato in avanti:
- il naso è più avanzato rispetto alla punta dei piedi
- gli occhi guarderanno in AVANTI
- le mire verranno portate NATURALMENTE all’altezza degli occhi
Un profilo concettuale poco conosciuto, e poco praticato, è che pur portando le mire all’altezza degli occhi, occorre guardare SOPRA le mire e NON alle mire. Questo serve, in condizioni di alto stress, per passare dal piano focale delle mire (tacca e mirino) al piano focale del bersaglio, pur mantenendo l’arma DENTRO al cono visivo della visione centralizzata. Una volta acquisita questa condizione detta volgarmente di “vedere le mire da sopra” anche in condizioni di alto stress sarà possibile:
- RIDURRE l’acquisizione ECCESSIVA di stimoli visivi nel momento in cui si deve effettivamente sparare per colpire il bersaglio
- CONCENTRARE la visione su un punto molto PICCOLO del bersaglio (come la fibbia della cintura, un bottone della camicia e così via)
4 – i componenti della posizione di tiro dal punto di vista biomeccanico: le braccia
Dal punto di vista dell’analisi biomeccanica, in relazione alla condizione ed all’utilizzo delle braccia:
- idealmente si utilizza un triangolo mutuato dalla “posizione isoscele”
- si impiega il triangolo, a livello concettuale e fisico, perché maggiormente flessibile dal punto di vista operativo e perché si connette meglio alla condizione posturale di tronco e fianchi
Dal momento che la posizione di tiro è governata, tra l’altro, dall’impiego prevalente del sostegno osteo-articolare e dal principio di allineamento muscolo-scheletrico, è FONDAMENTALE che le braccia siano naturalmente estese verso il bersaglio. Questo per due ordini di motivi:
- L’energia di rinculo si scarica in maniera rettilinea in una sola direzione
- Non compaiono tensioni innaturali o, peggio, rigidità paralizzanti
Questa condizione posturale è abbastanza palese, agli occhi di un osservatore esterno, durante l’impiego di un’arma corta. Risulta invece più difficile da osservare, nel caso di impiego di un’arma lunga, specie con riferimento al braccio FORTE, ma è pur sempre sussistente anche in questo caso.
5 – i componenti della posizione di tiro dal punto di vista biomeccanico: il tronco
Dal punto di vista dell’analisi biomeccanica, in relazione alla condizione ed all’utilizzo del tronco:
- viene piegato in avanti, in maniera più o meno marcata, anche se mai eccessiva, e con la colonna vertebrale perfettamente distesa
- l’asse verticale (colonna vertebrale) coincide con la direzione del naso e con la direzione della volata
- in nessun caso il tronco è perfettamente verticale o, peggio, all’indietro
- l’inclinazione in avanti deve risultare comoda e dipende dalla complessione fisica del singolo individuo
Contrariamente a quanto praticato da molti, non è possibile usare un’arma (N.B. non importa se lunga o corta) con la schiena perfettamente verticale o, peggio, inclinata all’indietro. La ragione è che questa condizione posturale NON consente di controllare l’arma. Questo è evidente non solo quando si utilizzano armi con munizionamento molto potente, ma anche quando si rivela necessario utilizzare un’arma ad elevate cadenze di tiro. Un’altra ragione, in questo caso fisiologica, che impone lo spostamento in avanti del baricentro, è legata al fatto che in condizioni di alto stress la prevalenza della risposta del Sistema Nervoso Simpatico e l’eccesso di adrenalina nel sangue, fanno in modo che il tronco “si pieghi naturalmente in avanti”. Dunque, spostare il baricentro in avanti aiuta concretamente ad assecondare la risposta allo stress. Per utilizzare CORRETTAMENTE un’arma è FONDAMENTALE spostare in avanti il baricentro, e tenerlo in questa condizione durante tutta la sequenza di tiro.
6 – i componenti della posizione di tiro dal punto di vista biomeccanico: i fianchi
Dal punto di vista dell’analisi biomeccanica, in relazione alla condizione ed all’utilizzo dei fianchi:
- devono essere frontali al bersaglio in ogni momento
- devono garantire l’allineamento muscolo-scheletrico verso il bersaglio per sviluppare il punto naturale di mira
- sono più indietro rispetto alle spalle
- chiudere gli occhi
- respirare profondamente
- estendere le braccia
- aprire gli occhi per verificare DOVE sta puntando effettivamente l’arma
Al termine di questa verifica, se per caso l’arma non fosse PERFETTAMENTE centrata sul bersaglio, occorre spostare leggermente i piedi in modo di conseguire la condizione posturale desiderata. Normalmente, quando viene effettuata questa verifica, sarà possibile notare con estrema facilità quanto segue:
- il tiratore DESTRORSO tenderà ad avere la volata leggermente inclinata verso SINISTRA
- il tiratore SINISTRORSO tenderà ad avere la volata leggermente inclinata verso DESTRA
Una volta compreso dove è effettivamente indirizzata la volata dell’arma, per individuare effettivamente il punto naturale di mira, occorre spostare leggermente il piede FORTE all’indietro, andando così a centrare perfettamente l’arma sul bersaglio. Dopo avere individuato il punto naturale di mira, per stabilizzare la posizione di tiro occorre:
- abbassare il baricentro piegando leggermente le ginocchia
- avanzare il baricentro spostando leggermente il bacino in avanti
7 – i componenti della posizione di tiro dal punto di vista biomeccanico: i piedi
Dal punto di vista dell’analisi biomeccanica, in relazione alla condizione ed all’utilizzo dei piedi:
- la posizione dei piedi deve garantire che tronco e fianchi siamo sempre frontali al bersaglio
- il peso del corpo deve cadere sugli avampiedi
In una posizione di tiro REALMENTE corretta, le gambe, le ginocchia e le caviglie devono agire come ammortizzatori. Per quanto riguarda le gambe:
- La gamba FORTE è leggermente più INDIETRO (rispetto a quella debole), pur mantenendo i fianchi FRONTALI al bersaglio
- La gamba DEBOLE è leggermente più AVANTI (rispetto a quella forte), pur mantenendo i fianchi FRONTALI al bersaglio
Nello specifico, sempre per quanto attiene alle gambe:
- Quando si spara da una condizione STATICA, le gambe (ed in particolare quella forte) sono più distese
- Quando si spara da una condizione DINAMICA, le gambe sono maggiormente flesse
Un concetto spesso sottovalutato, ma da tenere SEMPRE in considerazione, è che più la munizione che si impiega è potente, e più la gamba FORTE deve essere distesa. La distensione è fondamentale per scaricare verso terra l’energia di rinculo derivante dall’impiego di munizioni capaci di sviluppare elevati livelli di energia cinetica.
8 – i componenti della posizione di tiro dal punto di vista biomeccanico: sintesi
I risultati della valutazione di carattere biomeccanico esposta in precedenza possono essere sintetizzati nel prospetto sottostante:
| Macrocategoria | Caratteristiche |
| Testa | la direzione della punta del naso coincide con l’asse verticale del corpo e coincide a sua volta con l’asse della canna (volata)la punta del naso è più avanti delle spalle e del bacino |
| Braccia | idealmente si utilizza un triangolo mutuato dalla “posizione isoscele” si impiega il triangolo, a livello concettuale e fisico, perché maggiormente flessibile dal punto di vista operativo e perché si connette meglio alla condizione posturale di tronco e fianchi |
| Tronco | piegato in avanti, in maniera più o meno marcata, anche se mai eccessiva, e con la colonna vertebrale perfettamente distesal’asse verticale (colonna vertebrale) coincide con la direzione del naso e con la direzione della volatain nessun caso il tronco è perfettamente verticale o, peggio, all’indietrol’inclinazione in avanti deve risultare comoda e dipende dalla complessione fisica del singolo individuo |
| Fianchi | frontali al bersaglio in ogni momentodevono garantire l’allineamento muscolo-scheletrico verso il bersaglio per sviluppare il punto naturale di mirasono più indietro rispetto alle spalle |
| Piedi | il piede DEBOLE è leggermente avantiil piede FORTE è leggermente indietrola posizione dei piedi deve garantire che tronco e fianchi siamo sempre frontali al bersaglioil peso del corpo deve cadere sugli avampiedila gamba FORTE è più distesa di quella DEBOLE per meglio gestire il rinculo, specie nelle sequenze di tiro più lunghe |