LE BASI CONCETTUALI DELLA POSIZIONE DI TIRO

1 – la posizione di tiro dal punto di vista concettuale

In difesa personale armata spesso ci si limita ad apprendere la posizione di tiro non solo ignorando completamente gli elementi basilari della tecnica di tiro, ma anche non ponendo la necessaria attenzione a tutti quegli elementi che la compongono dal punto di vista meramente concettuale. Questi elementi sono:

  • La complanarità tra arma, corpo e bersaglio
  • L’utilizzo SISTEMATICO del punto naturale di mira
  • L’impiego di gambe, ginocchia e caviglie come ammortizzatori
  • L’utilizzo della schiena e dei deltoidi per sostenere l’arma
  • L’impiego dell’allineamento muscolo-scheletrico e le ragioni della prevalenza del supporto osteo-articolare
  • Il posizionamento AVANZATO del baricentro
  • La condizione della testa e l’acquisizione degli stimoli visivi
  • La naturale distensione delle braccia

2 – complanarità tra arma, corpo e bersaglio ed il concetto di punto naturale di mira

Il Punto di Mira Naturale (Natural Point of Aim) è la DIREZIONE in cui punta naturalmente l’arma quando l’arma viene estratta e viene puntata verso il bersaglio. Si tratta di un concetto TRASVERSALE a NUMEROSE discipline di tiro, che viene utilizzato moltissimo a livello professionale. Ad esempio, i tiratori scelti non sparano mai se prima non hanno verificato la sussistenza del punto naturale di mira, perché se si tenta di colpire un bersaglio forzandone la direzione con la sola forza bruta, il tiro sarà grossolanamente impreciso. Per verificare la presenza del punto naturale di mira, è sufficiente puntare l’arma contro il bersaglio ad occhi chiusi, per riaprirli subito dopo avere completato il movimento. Se aprendo gli occhi l’arma risulta essere puntata correttamente, verso il bersaglio, allora si sta utilizzando il punto naturale di mira. Se così non fosse, è possibile fare degli aggiustamenti “fini” spostando leggermente i piedi o i fianchi. È però importante sottolineare che se questi spostamenti dovessero generare delle tensioni, il punto di mira naturale andrebbe perduto, ed occorrerebbe ripristinarlo. Un’altra cosa importane da sottolineare è che nella realtà caotica dello scontro a fuoco il punto naturale di mira potrebbe andare perduto. Se ciò accadesse, occorre agire IMMEDIATAMENTE per ripristinarlo. Un dettaglio tecnico poco noto e poco utilizzato, è che il punto naturale di mira ESISTE quando la proiezione dell’asse VERTICALE del corpo COINCIDE con l’asse verticale del bersaglio. Questo è il motivo per cui in alcune Sezioni del TSN si sente dire, da parte di alcuni istruttori, che “i fianchi devono essere frontali al bersaglio”. Il motivo è che se i fianchi sono frontali al bersaglio, allora sussiste la complanarità tra asse verticale del corpo ed asse verticale del bersaglio e, di conseguenza, sussiste il punto naturale di mira. Un ulteriore dettaglio tecnico poco noto e poco utilizzato, è che il punto naturale di mira ESISTE quando l’asse verticale del corpo coincide con l’asse della canna. Non importa se si tratta di arma corta o arma lunga. Quello che conta è che i due elementi siano EFFETTIVAMENTE complanari. Quindi, riassumendo, si può affermare con certezza che il punto naturale di mira sussiste, tutte le volte che sussiste la complanarità tra i sottostanti elementi:

  • Asse verticale del corpo
  • Asse verticale del bersaglio
  • Asse della canna

3 – le gambe, le ginocchia e le caviglie come ammortizzatori

In una posizione di tiro REALMENTE corretta, le gambe, le ginocchia e le caviglie devono agire come ammortizzatori. Per quanto riguarda le gambe:

  • La gamba FORTE è leggermente più INDIETRO (rispetto a quella debole), pur mantenendo i fianchi FRONTALI al bersaglio
  • La gamba DEBOLE è leggermente più AVANTI (rispetto a quella forte), pur mantenendo i fianchi FRONTALI al bersaglio

Nello specifico, sempre per quanto attiene alle gambe:

  • Quando si spara da una condizione STATICA, le gambe (ed in particolare quella forte) sono più distese
  • Quando si spara da una condizione DINAMICA, le gambe sono maggiormente flesse

Un concetto spesso sottovalutato, ma da tenere SEMPRE in considerazione, è che più la munizione che si impiega è potente, e più la gamba FORTE deve essere distesa. La distensione è fondamentale per scaricare verso terra l’energia di rinculo derivante dall’impiego di munizioni capaci di sviluppare elevati livelli di energia cinetica. Durante gli spostamenti, invece, devono essere eliminati possibili situazioni di rigidità muscolare o articolare, lasciando che gambe, ma anche ginocchia e caviglie, possano operare come ammortizzatori naturali.

4 – la schiena ed i deltoidi come potenti elementi di supporto dell’arma (corta o lunga)

Contrariamente da quanto creduto da molti, l’arma (corta o lunga) non deve essere sostenuta con la sola forza bruta delle mani e delle braccia durante l’impiego. Anche se ad un primo sguardo ciò potrebbe non apparire veritiero, in realtà l’arma viene sostenuta principalmente con i deltoidi e con la muscolatura della schiena. La ragione è che questi gruppi muscolari sono molto più estesi e molto più potenti rispetto a quelli delle braccia. Questo consente di utilizzare l’arma per periodi di tempo molto prolungati, senza che subentri no stanchezza o tensioni nella muscolatura delle braccia.

5- l’allineamento muscolo-scheletrico e le ragioni della prevalenza del supporto osteo-articolare

Contrariamente da quanto creduto da molti, l’arma (corta o lunga) non deve essere puntata e tenuta allineata al bersaglio con la sola forza bruta (delle mani e delle braccia). Anche se l’arma viene impugnata (nel caso di armi corte) o imbracciata (nel caso di armi lunghe) con le mani ed allineata al bersaglio con le braccia, in realtà il sostegno deriva dall’utilizzo CORRETTO della struttura osteoarticolare. Espresso in termini molto semplificati, non si deve forzare la presa, o l’imbracciata, dell’arma ma occorre utilizzare il sostegno osseo, perché il sostegno muscolare è una NATURALE conseguenza del preliminare impiego del sostegno osseo. In questo modo non ci sarà mai una rigidità paralizzante a livello articolare/muscolare od un’arma che viene trattenuta in maniera spasmodica!!

6 – il posizionamento AVANZATO del baricentro

Contrariamente a quanto praticato da molti, non è possibile usare un’arma (N.B. non importa se lunga o corta) con la schiena perfettamente verticale o, peggio, inclinata all’indietro. La ragione è che questa condizione posturale NON consente di controllare l’arma. Questo è evidente non solo quando si utilizzano armi con munizionamento molto potente, ma anche quando si rivela necessario utilizzare un’arma ad elevate cadenze di tiro. Un’altra ragione, in questo caso fisiologica, che impone lo spostamento in avanti del baricentro, è legata al fatto che in condizioni di alto stress la prevalenza della risposta del Sistema Nervoso Simpatico e l’eccesso di adrenalina nel sangue, fanno in modo che il tronco “si pieghi naturalmente in avanti”. Dunque, spostare il baricentro in avanti aiuta concretamente ad assecondare la risposta allo stress. Per utilizzare CORRETTAMENTE un’arma è FONDAMENTALE spostare in avanti il baricentro, e tenerlo in questa condizione durante tutta la sequenza di tiro. Il baricentro risulta essere effettivamente avanzato quando:

  • Le spalle sono più avanti rispetto ai fianchi.
  • La testa, ed in particolare la punta del naso, risulta essere stabilmente più avanti dei piedi
  • Il controllo rinculo è effettivo

7 – la condizione della testa e l’acquisizione degli stimoli visivi

La testa DEVE essere perfettamente eretta in modo tale da guardare BENE in AVANTI per acquisire al massimo gli stimoli visivi. Come conseguenza del fatto che il baricentro è spostato in avanti:

  • il naso è più avanzato rispetto alla punta dei piedi
  • gli occhi guarderanno in AVANTI
  • le mire verranno portate NATURALMENTE all’altezza degli occhi

Un profilo concettuale poco conosciuto, e poco praticato, è che pur portando le mire all’altezza degli occhi, occorre guardare SOPRA le mire e NON alle mire. Questo serve, in condizioni di alto stress, per passare dal piano focale delle mire (tacca e mirino) al piano focale del bersaglio, pur mantenendo l’arma DENTRO al cono visivo della visione centralizzata. Una volta acquisita questa condizione detta volgarmente di “vedere le mire da sopra” anche in condizioni di alto stress sarà possibile:

  • RIDURRE l’acquisizione ECCESSIVA di stimoli visivi nel momento in cui si deve effettivamente sparare per colpire il bersaglio
  • CONCENTRARE la visione su un punto molto PICCOLO del bersaglio (come la fibbia della cintura, un bottone della camicia)

8 – la naturale distensione delle braccia

Dal momento che la posizione di tiro è governata, tra l’altro, dall’impiego del sostegno osteo-articolare e dal principio di allineamento muscolo-scheletrico, è FONDAMENTALE  che le braccia siano naturalmente estese verso il bersaglio. Questo per due ordini di motivi:

  • L’energia di rinculo si scarica in maniera rettilinea in una sola direzione
  • Non compaiono tensioni innaturali o, peggio, rigidità paralizzanti

Questa condizione posturale è abbastanza palese, agli occhi di un osservatore esterno, durante l’impiego di un’arma corta. Risulta invece più difficile da osservare, nel caso di impiego di un’arma lunga, specie con riferimento al braccio FORTE, ma è pur sempre sussistente anche in questo caso.

9 – sintesi sui rapporti tra la posizione di tiro e la presa (imbracciata) dell’arma

Il prospetto sottostante cerca di illustrare in maniera sintetica i rapporti tra la posizione di tiro e la presa dell’arma

ElementoAzione corrispondenteNote
FrontalinoAderenza corretta con le dita  Sovrapporre le dita della mano debole a quelle della mano forte SE viene usata l’arma corta
Dorsalino1) Aderenza corretta con il palmo 2) Spingere l’arma in avanti per indirizzarla correttamente verso il bersaglio 3) Mano più in alto possibileVale sia per l’arma corta che per l’arma lunga
Parte alta dell’impugnatura1) Avvolgere con la parte arretrata del pollice e del palmo per evitare strappi in deriva 2) Palmo collocato il più in alto possibile in funzione della tipologia dell’armaVale sia per l’arma corta che per l’arma lunga
Parte scoperta dell’impugnaturaAvvolgere con la mano debole1) SOLO se viene usata l’arma corta 2) Migliora il controllo 3) Evita strappi in alzo
AstinaAvvolgere con la mano debole1) SOLO se viene usata l’arma lunga 2) Migliora il controllo 3) Evita strappi in alzo e deriva
Posizione del troncoPalesemente flesso in avanti non appena comincia la fase di estrazione o di imbracciata1) Vale sia per l’arma corta che per l’arma lunga 2) Fondamentale per il controllo del rinculo nel tiro rapido 3) Fondamentale per semplificare gli spostamenti
Condizione dell’addomeMuscolatura leggermente contratta non appena comincia la fase di estrazione o di imbracciata1) Vale sia per l’arma corta che per l’arma lunga 2) Fondamentale per accelerare la capacità di risposta 3) Rilevante per semplificare gli spostamenti e per assorbire meglio il rinculo
Condizione del bacinoLeggermente abbassato non appena comincia la fase di estrazione o di imbracciata1) Vale sia per l’arma corta che per l’arma lunga 2) Fondamentale per muoversi repentinamente in qualsiasi direzione
Condizione dei piedi1) Dipendente dal caso concreto 2) Peso sugli avampiedi1) Vale sia per l’arma corta che per l’arma lunga 2) Fondamentale per muoversi repentinamente in qualsiasi direzione