LA SCELTA DEI SISTEMI D'ARMA PER I MODERNI TIRATORI
SCELTI
La selezione del sistema d’arma (Weapon System) va fatta
in riferimento alle due organizzazioni meccaniche disponibili sul mercato
internazionale in questo settore, quali:
- Il modello a ripetizione ordinaria (bolt action) = è
il sistema più leggero, semplice e robusto, nonché quello
che rende più facile il recupero dei bossoli dopo l’esplosione dei
colpi (N.B. questo è essenziale per i tiratori scelti delle
FF.AA.)
- Il modello semiautomatico (semi-auto) = è il sistema
più pesante, più complesso (meccanicamente), ma anche quello
più stabile e dotato del maggior potere di fuoco (N.B. questo
sistema a volte rende critico il recupero dei bossoli di risulta)
A prescindere dalla scelta finale, il sistema d’arma DEVE assolutamente
possedere le seguenti caratteristiche (o altrimenti NON sarà
possibile nessun tiro di precisione):
- Canna pesante (heavy barrel) per massimizzare
la stabilità, la rigidità e la dissipazione termica
- Canna di elevata qualità (match grade barrel)
con 6 rigature a passo costante per massimizzare la precisione
- Calciatura in materiale sintetico (synthetic stock) per
evitare modifiche del punto di impatto dovute a variazioni meteorologiche,
climatiche o ambientali
- Serbatoio da 3 - 4 colpi nell’eventualità che sia necessario
colpire più bersagli
- Scatto alleggerito (ma NON a rottura di cristallo!!)
- Calciolo in gomma piena per massimizzare la stabilità
dell’arma
- Cannocchiale di puntamento di elevata qualità
Dall’analisi di questo elenco si può comprendere facilmente
come il 98% circa delle armi che vengono commercializzate come “...fucili
di precisione...” NON possono essere considerati tali perché
non ne hanno le caratteristiche. Si noti che per poter parlare correttamente
di fucile di precisione è necessario che l’arma in questione sia
dotata di TUTTI i requisiti prima citati e non solo di alcuni di essi.
Studiando attentamente i cataloghi delle principali ditte produttrici di
fucili di precisione si possono notare almeno tre elementi che indicano,
piuttosto palesemente, il fatto che il fucile definito dalla ditta “X”
come “...fucile di precisione...” o “...fucile per tiratori scelti...”
sia semplicemente del fumo negli occhi dei clienti (i quali spendono spesso
decine di milioni per un solo esemplare...). Questi tre elementi sono:
- La canna (barrel) = praticamente il 99% delle canne montate
sui c.d. “fucili di precisione” sono canne assolutamente normali
con SOLE 4 rigature ricavate per rotomartelltura (= è la tecnica
attualmente destinata alla produzione di massa) o, peggio ancora, per brocciatura
(= una tecnica del XIX secolo, oggi totalmente desueta); è IMPERATIVO
che il fucile di precisione abbia una canna da competizione con 6 rigature
a passo costante
- La calciatura (stock) = la quasi totalità di quelli
che vengono eufemisticamente definiti “...fucili di precisione...”
adotta delle comuni e squallide calciature in legno che sono quanto di
più inadatto esista per equipaggiare un fucile di precisione a causa
delle continue alterazioni biologiche a cui il legno è, naturalmente
e continuativamente, sottoposto (a prescindere dal trattamento protettivo
cui è stato sottoposto); è IMPERATIVO che il fucile di
precisione abbia una calciatura in materiale sintetico di natura complessa
(fibra di vetro / resina epossidica oppure kevlar / grafite possibilmente
con anima di Alluminio aeronautico)
- L’incassatura (bedding) = la quasi totalità dei c.d.
“...fucili di precisione...” attualmente in commercio utilizza
un banalissimo fissaggio dell’azione alla calciatura senza nessun tipo
di incassatura (bedding) sia essa su fibra di vetro (glass-bedding)
o su canotti (pillar bedding); è IMPERATIVO che il fucile
di precisione abbia un’incassatura eseguita con tolleranze millesimali
nel modo più preciso possibile o sarà impossibile qualsiasi
forma di “...tiro di precisione...”
A causa dell’enorme complessità costruttiva di queste armi,
esse non vengono definite come “...fucili di precisione...” ma,
piuttosto, come sistemi d’arma per tiratori scelti (Sniper Weapon System)
o, più semplicemente, sistemi d’arma (Weapon System).
segue - gli elementi costitutivi essenziali del sistema d’arma
per tiratori scelti
In maniera alquanto sintetica possiamo
affermare che il sistema d’arma è costituito da 5 elementi principali:
- La canna
- La calciatura
- L’azione
- Il pacchetto di scatto
- L’ottica di puntamento
segue - la canna
Cominciando con la canna (barrel), essa rappresenta, a ragion
veduta, il “...vero cuore...” della precisione di qualsiasi sistema
d’arma. Onde evitare di spendere denaro inutilmente, DEVE essere chiaro
fin dal principio che le canne attualmente utilizzate nelle produzione
industriale, anche se definite come “....canne di precisione...”,
NON offrono assolutamente il grado di precisione richiesto dalle esigenze
delle FF.AA. moderne. Per avere il massimo in termini di precisione intrinseca
è IMPERATIVO che le canne NON siano di tipo ordinario (standard
grade barrel), bensì da competizione (match grade barrel).
Le canne da competizione sono facilmente riconoscibili per le seguenti
caratteristiche:
- Realizzazione esclusiva tramite procedimento
di bottonatura
- Non meno di 6 rigature a passo costante
- Costruzione in solo acciaio inossidabile
- Acciaio con bassissimo grado di porosità superficiale
- Volata, camera di cartuccia e culatta rifinite manualmente
- Finitura interna di tipo semi - manuale o, addirittura, manuale
- Variazione massima (ammessa) di foratura (sui pieni di rigatura)
compresa tra i 25 ed i 50 millesimi di mm
Per quanto concerne il procedimento costruttivo, lo standard attuale
della produzione industriale è costituito dalla rotomartellatura.
Se ben fatta, consente di realizzare canne di buona fattura e di buona
precisione, anche se il livello di precisione intrinseca delle canne realizzate
con questo procedimento è nettamente inferiore a quello della canne
da competizione. Una parte del tutto residuale delle canne attualmente
prodotte dalla grande industria viene realizzata tramite il procedimento
di brocciatura (broach-type barrel), una tecnica del XIX secolo
del tutto desueta e superata dagli attuali standard produttivi. Purtroppo,
specie in Europa centrale, esistono ancora canne realizzate con questa
tecnica del tutto superata che vengono vendute come “...canne per fucili
di precisione...”: naturalmente i risultati al poligono dimostrano palesemente
la bassissima qualità di questi prodotti!! Per questo motivi le FF.AA.
devono tassativamente indirizzarsi verso “vere” canne da competizione
realizzate per bottonatura (button-type barrel). L’unica modalità
di costruzione alternativa alla bottonatura è la tecnica del taglio
singolo (single-cut rifled barrel). La bottonatura è la tecnica
oggi più diffusa a livello artigianale è può essere
descritta come segue:
- Un profilato cilindrico viene forato “in asse” da una
punta sottodimensionata
- Una matrice ad invito conico in Carburo di Tungsteno
(o in acciaio speciale) viene trascinata lungo il foro realizzato in
precedenza
- La matrice a profilo conico si “centra” lungo il foro
ed imprime le rigature all’interno dello sbozzato
- Lo sbozzato viene successivamente lavorato fino ad assumere
la forma desiderata
Con questa tecnica si realizza un centraggio automatico dell’asse
di rigatura rispetto all’asse della canna e si ottengono variazioni
lungo i pieni di rigatura compresi tra i 25 ed i 50 millesimi di mm: con
la brocciatura o la rotomartelltura questi risultati sono impensabili.
È poi essenziale l’operazione di lappatura, perché più
la canna è lucidata al suo interno e più aumenteranno la
vita operativa media e la precisione intrinseca. Inoltre, più la
lappatura è “...a regola d’arte...”, più le operazioni
di manutenzione e pulizia saranno facilitate. Per quanto riguarda il materiale
si è già detto che DEVE assolutamente trattarsi di acciaio
inossidabile della migliore qualità perché:
- È più facile da lappare
- Resiste meglio alla corrosione determinata dagli agenti esterni
- Resiste meglio all’usura cagionata dal passaggio del proiettile
- Ha una minore porosità superficiale
Quasi tutte le canne da competizione di produzione attuale sono
lappate in maniera semi - manuale o addirittura manuale. Le canne migliori
tra quelle attualmente in circolazione sono quelle prodotte da Lilja,
Shilen, Hart, Schneider, Douglas e Krueger. A ragion veduta
si può dire che più o meno si equivalgono, anche se un discorso
a parte lo meritano le canne prodotte dalla Lilja. Si tratta delle canne
che hanno il monopolio assoluto nelle competizioni di Bench - Rest e
possono essere definite a giusta regione come un prodotto sui generis poiché
sono le uniche canne ad essere rifinite “totalmente a mano” nel
vero senso della parola. Naturalmente sono molto costose ed i tempi di
attesa, considerando che l’azienda è di tipo semiartigianale, sono
molto lunghi. Per gli armaioli che costruiscono fucili di precisione di
altissimo livello vale la pena aspettare, mentre per le FF.AA. che hanno
esigenze ben diverse i tempi devono necessariamente essere più ristretti.
Le canne attualmente più diffuse tra le FF.AA. sono quelle prodotte
da Shilen, Hart, Schneider e , più raramente, Douglas.
Ad esempio il modello M- 40 A1 / A2 dei Fucilieri di Marina americani utilizza
delle canne prodotte dalla Hart, il McMillan M - 86 adottato dagli Incursori
di Marina americani utilizza canne prodotte dalla Douglas, mentre il Robar
SR - 90 adottato da numerose FF.AA. e di Polizia utilizza canne prodotte
dalla Schneider. Il prezzo di queste canne oscilla mediamente tra le 800.000
ed 1.000.000 di lire, dal che si deducono due importantissime considerazioni:
- Si tratta di prodotti estremamente economici se paragonati a
quelli normalmente in circolazione sul mercato e reclamizzati piuttosto
eufemisticamente come “...canne di precisione...”
- Possono essere acquistati per “ricondizionare” (= sostituire
la canna di) sistemi d’arma già in possesso delle FF.AA.
le cui canne hanno esaurito la vita operativa media o risultano palesemente
imprecise
In ogni caso è essenziale diffidare dalla canne reclamizzate
come “...canne da competizione...” quando provengono dalla produzione
di massa!! Tre parametri molto importanti che i vertici delle FF.AA. DEVONO
tassativamente considerare in sede di scelta della canna sono i seguenti:
- Il passo di rigatura
- La lunghezza totale
- Il numero delle rigature
Supponendo, come logica e buonsenso vorrebbero,
che il sistema d’arma sia camerato per il calibro 7,62x51 mm NATO,
la canna dovrà avere una lunghezza compresa tra i 550 ed i 650
mm, un diametro esterno di circa 20 - 22 mm ed un passo di rigatura compreso
tra 1 giro in 10 e 1 giro in 12” (N.B. si ricordi che per questo calibro
è necessario che la palla, in rapporto a quella che è la
lunghezza della canna, compia un numero di giri su se stessa compreso tra
1,7 e 2,4). Per canne inferiori ai 650mm di lunghezza, il passo di
rigatura di 1 giro in 12” è ottimale per le palle di peso medio,
cioè per quelle comprese tra i 155 ed i 175 grs., mentre per
pesi di palla superiori è preferibile optare per passi da 1 giro
in 11” (o, meglio ancora, di 1 giro in 10”). Va sempre ricordato che più
la canna è CORTA (cioè ha una lunghezza pari o inferiore ai
600mm o si avvicina ai 550mm) e più il passo deve essere “stretto”
(ad esempio 1 in 10”) mentre più la canna è LUNGA (cioè
più si avvicina a 650mm di lunghezza totale) e più il passo
deve essere “largo” (ad esempio 1 in 12”). Ad esempio, il passo di
1 giro in 12” con canna di lunghezza NON inferiore ai 610mm (24”) è
OTTIMALE con palle di peso medio: fino ai 300 m con questa combinazione
si ottengono risultati interessanti in termini di precisione!! Oltre ai
610mm (cioè oltre i 24" tipici di molte armi civili) si può
usare comunque il passo di 1 giro in 12" anche con palle relativamente pesante,
solo che le FF.AA. non sempre possono impiegare canne "lunghe", per
cui la scelta del passo potrebbe risultare problematica!! Dal momento che
nelle FF.AA. le distanze di ingaggio dei bersagli sono ben oltre i 300 m,
la scelta più lungimirante sarebbe quella di optare per una
canna non troppo lunga con un passo di rigatura di tipo intermedio, come
ad esempio quello di 1 giro in 11”: il Remington M - 24 SWS adotta un passo
da 1 giro in 11,25”. La scelta della Remington può considerarsi
ottimale perché consente l’utilizzo sia di palle di peso medio
(168 grs.), sia di palle di peso medio-pesante (180 - 190
grs.). In realtà, esiste la possibilità di effettuare un
compromesso che permette di utilizzare canne con passi di 1 giro in 12”
anche da parte delle FF.AA.. Si tratta di realizzare contemporaneamente
le seguenti condizioni:
- Usare canne con non meno di 6 rigature (N.B. se la canna ha
meno di 6 rigature, è conveniente che la sua lunghezza sia prossima
ai 26”, perché si ottiene una stabilizzazione ottimale solo se il
numero di giri compiuti dalla palla su se stessa è compreso tra
1,7 e 2,4)
- Usare palle di peso non superiore ai 175 grs., spinte a velocità
prossime agli 800 m/s con canne di lunghezza non eccessivamente
ridotta (N.B. per palle di peso superiore devono valutarsi in
maniera combinata il passo di rigatura e la lunghezza totale della canna)
- Usare palle con coefficiente balistico il più elevato
possibile e con sezione di guida (driving band) di dimensioni
adeguate
- Usare palle a profilo accuminato e con base rastremata
- Usare, ove possibile, canne di lunghezza non inferiore ai 25”
Per esaltare ulteriormente la precisione intrinseca
molti costruttori (specie a livello artigianale) preferiscono utilizzare
canne con rigature poligonali o semipoligonali. L’esempio più
eclatante è rappresentato dai primi Mc-Millan M40 (versioni
A1 ed A2) ed M86, i quali utilizzavano canne poligonali con passo
di 1 giro in 12” (sempre con 6 rigature), e davano eccellenti risultati
con le cartucce tipo M118 ed equivalenti. Prima di procedere oltre è
preferibile fare alcune specificazioni sulla stabilizzazione giroscopica
dei proiettili e sul significato reale del concetto di stabilità.
Spesso si sente dire che un certo passo di rigatura "...è o
non è in grado di stabilizzare un certo peso di palla ..." senza
dare ulteriore spiegazione. In realtà occorrerebbe distinguere
tra stabilità dinamica (Sd) e stabilità giroscopica
(Sg) prima di poter affermare con sicurezza se un certo proiettile risulta
o meno stabilizzato da un dato passo di rigatura. In termini estremamente
semplificati, la stabilità dinamica è un parametro che
indica con quale rapidità e con quale livello di sincronia le frequenze
di oscillazione verticale ed orizzontale (v. voce a se) si smorzano al passare
del tempo, mentre la stabilità giroscopica è un parametro
che indica la capacità di un proiettile di far prevalere (durante
il suo moto di avanzamento verso il bersaglio) il moto di rotazione assiale
rispetto al moto di rotolamento lungo il proprio asse verticale. Fino
agli anni ’50 del XX secolo si riteneva che per avere un proiettile perfettamente
stabile fosse sufficiente ottenere la condizione Sg > 1. Successivamente
si è osservato come Sg ed Sd fossero inscindibilmente collegati
fra loro, e come fosse dunque necessario rivedere il criterio generale di
stabilità dei proiettili. Attualmente si ritiene che un proiettile,
per essere stabile, debba rispettare la seguente condizione:
Sg > [1 / Sd(2 - Sd)]
Invece di ritenere necessario e sufficiente, ai fini della stabilità,
un valore di Sg superiore a 1, oggi si ritiene fondamentale che il primo
membro della disequazione sia maggiore del secondo. In sintesi, le condizioni
di stabilità possono essere così riassunte:
- i fattore di stabilità giroscopica (Sg) deve SEMPRE essere
MAGGIORE di 1
- il fattore di stabilità dinamica (Sd) deve SEMPRE essere
COMPRESO tra 0 e 2
In altre parole, il fattore di stabilità giroscopica
(Sg) deve essere superiore a 1, mentre il fattore di stabilità
dinamica (Sd) deve essere compreso tra 0 e 2. Normalmente si cerca di
avere una Sd con valori prossimi all’unità (ad esempio 0,8 - 1,2)
in maniera tale da ottenere comunque un valore di Sg positivo. Si noti
che se Sd fosse “troppo piccolo” (ad esempio Sd superiroe a 0,5)
o “troppo grande” (ad esempio Sd > 1,5) la palla risulterebbe
comunque dinamicamente instabile in entrambi i casi, a causa della presenza
di oscillazioni ad alta o bassa frequenza. Posto che deve essere Sg maggiore
di 1 e Sd compreso tra 0 e 2, solitamente si sceglie di lavorare con valori
di Sd < 1 ma comunque il più vicino possibile all’unità,
condizione che permette di avere una palla giroscopicamente STABILE ma
con una LIEVE instabilità dinamica, che però è destinata
a livellarsi con il passare del tempo. In termini concreti, questo significa
che il passo di rigatura NON deve mai essere scelto a caso e, in particolare,
che NON deve mai essere scelto un passo troppo “stretto” rispetto
alle reali esigenze operative. Un passo di rigatura troppo stretto o troppo
giusto finirebbe per determinare fenomeni oscillatori ad alta frequenza
che inficerebbero la Sd della palla. Un esempio eccellente in questo senso
è dato dalla Federal Gold Medal con palla da 168 grs. tipo
HPBT lanciata a poco meno di 800 m/s in un’arma con un passo di rigatura
di 1 giro in 12”. Alla bocca, pur essendo Sg pari a 1,7, la palla è
INSTABILE sotto il profilo DINAMICO dal momento che si manifesta un lento
movimento epiciclico che sembra (almeno in teoria) destinato a crescere
progressivamente. La soluzione più corretta a questo problema sembrerebbe,
almeno in linea teorica, quella di optare per un passo di rigatura più
stretto, come ad esempio quello di 1 giro in 10”. Sempre in linea teorica,
la stabilità perfetta sotto il profilo dinamico si otterrebbe con
un passo di 1 giro in 7”, che determinerebbe, tra l’altro, una Sg pari
a 5 (alla bocca). In realtà, l’utilizzo di un passo di rigatura troppo
stretto va a pregiudicare la precisione, tant’è vero che i tiratori
di Bench-Rest preferiscono utilizzare la cartuccia in commento
con armi dotate di un passo di rigatura di 1 giro in 14”. La ragione,
apparentemente inspiegabile, di questa scelta è che si preferisce
convivere con un piccolo movimento epiciclico destinato comunque a smorzarsi
con il passare del tempo, piuttosto che avere un proiettile apparentemente
stabile ma destinato a produrre ampi mutamenti di traiettoria sulla lunga
distanza. Naturalmente il movimento epiciclico sarà tanto maggiore
quanto minore la coassialità della munizione utilizzata. Di solito
la tolleranza, in termini di coassialità, dovrebbe essere di ±
0,005 mm anche se la media (escludendo la ricarica specialistica) è
di ± 0,05 mm. Espandendo ulteriormente il discorso, per cercare
di ottenere i migliori risultati in termini di precisione è opportuno
sfruttare i seguenti artifici costruttivi:
- Usare cartucce il più lunghe possibile (in riferimento
al singolo calibro) = più la cartuccia è lunga, più
lo spazio che la palla dovrà percorrere prima di impegnare la
rigatura è ridotto e, di conseguenza, sarà ridotto il valore
delle frequenze di oscillazione della palla
- Usare palle di peso medio o medio alto (in riferimento al
singolo calibro) = più la palla è pesante e più
l’inerzia di cui è dotata sarà elevata e, di conseguenza,
minore sarà il valore delle frequenze di oscillazione della palla
Premesso ciò, il comportamento del proiettile
può ricadere entro quattro casi fondamentali che possono così
essere sintetizzati:
- Proiettile giroscopicamente STABILE con piccoli angoli di imbardata
e maggiormente stabile con ampi angoli di imbardata (N.B. movimenti
periodici di imbardata e beccheggio di qualsiasi ampiezza sono sempre
possibili)
- Proiettile giroscopicamente INSTABILE con piccoli angoli di
imbardata ma decisamente più stabile con angoli di imbardata
più ampi (N.B. sono sempre possibili movimenti di imbardata
e di beccheggio)
- Proiettile giroscopicamente STABILE con piccoli angoli di imbardata
ma decisamente meno stabile con angoli di imbardata più ampi
- Proiettile giroscopicamente INSTABILE con qualsiasi angolo di
imbardata (N.B. la comparsa di qualsiasi movimento di imbardata o
beccheggio è destinato a crescere esponenzialmente con il passare
del tempo)
In termini più semplificati, la rotazione impressa dalla
rigatura combinata con il fatto che nessuna cartuccia è perfettamente
coassiale spinge la palla a muoversi secondo un movimento che in geometria
viene definito come epiciclico e che si caratterizza per la compresenza
di due distinte frequenze di oscillazione. Queste frequenze sono dette:
- Verticale (yawing frequency), o di beccheggio,
derivante dal fatto che il proiettile tende ad andare verso l’alto ogni
volta che è inserito nella camera (anche manualmente)
- Orizzontale (pitching frequency), o di imbardata,
derivante dal fatto che il proiettile tende a ruotare verso destra a
causa della tipologia della rigatura
Va sottolineato che ogni successivo movimento
della palla ha un’ampiezza minore del precedente a causa, principalmente,
dello smorzamento della frequenza di imbardamento. Più precisamente
le due frequenze, di beccheggio e di imbardamento, tendono a smorzarsi
all’aumentare della distanza pur se in tempi diversi. In linea del tutto
generale, è la frequenza di beccheggio che tende a smorzarsi per
prima, mentre quella di imbardata tende a smorzarsi più lentamente.
Tornando all’esempio precedente, cioè quello relativo alla Federal
Gold Medal, si può notare che, tra i 180 e i 200 m la punta della
palla oscilla attorno all’asse della medesima di 1,7 - 1,8°. Tra i 520
ed i 550 m la frequenza di beccheggio è praticamente scomparsa,
mentre quella di imbardata continua a smorzarsi e l’oscillazione della
palla è passata a 2,2 - 2,3°. Superati gli 800 m la frequenza
di imbardata continua a smorzarsi mentre l’oscillazione della palla si
attesta sui 4,8 - 5°, valore che rimarrà stabile anche oltre
i 1000 m. Quello che si vuole dire è che il fattore di stabilità
giroscopica aumenta con il crescere della distanza a causa del fatto
che Sg è direttamente proporzionale al quadrato del rapporto tra
velocità assiale (P0) e velocità alla bocca (V0). Siccome
la velocità alla bocca diminuisce più rapidamente della
velocità assiale, Sg cresce all’aumentare della distanza. Nel caso
in esame, Sg passa da un valore di 1,7 (alla bocca) ad uno di 5,9 (a 1000
m) e, cosa importante, non si registrano variazioni significative sia
con il passo di 1 giro in 10”, sia con il passo di 1 giro in 14”. Taluni
potrebbero meravigliarsi del fatto che Sg aumenta al crescere dell’oscillazione
della punta del proiettile, tuttavia, questa oscillazione non è
un fattore limitante la stabilità giroscopica, bensì l’espressione
di una lievissima instabilità dinamica causata da un movimento
di imbardata a bassa frequenza. Questo movimento, come si è già
visto, cresce progressivamente fino ad una certa distanza (solitamente
fino a 750 - 800 m) per poi stabilizzarsi su di un certo livello a causa
principalmente dell’azione di una serie di forze non lineari (principalmente
a causa del c.d momento di Magnus) che agiscono sui proiettili lanciati
nell’atmosfera terrestre. Quello che si vuole dire, conclusivamente, è
che dal punto di vista costruttivo si preferisce avere una Sg alta e, contemporaneamente,
convivere con una lieve instabilità dinamica comunque destinata
a stabilizzarsi. Questo è il motivo per il quale la quasi totalità
dei costruttori opta, in riferimento al calibro 7,62 NATO, per il passo
di rigatura di 1 giro in 12”, cioè per un passo che teoricamente
non sarebbe idoneo a garantire una stabilizzazione (dinamica) perfetta. Sempre
per lo stesso motivo la quasi totalità dei costruttori moderni afferma
che è possibile utilizzare “palle pesanti” (180 - 190 grs.)
in armi con passo di rigatura di 1 giro in 12”. Come si è visto NON
si tratta di una affermazione del tutto CORRETTA sotto il profilo scientifico,
ma che in realtà dimostra una certa valenza sotto il profilo pratico:
si sceglie il compromesso invece di ricercare a tutti i costi un’utopia.
È chiaro che “per usare correttamente questo compromesso”,
moltissimo (se non tutto), dipende dall’utente finale, il quale deve:
- Realizzare una cartuccia il più coassiale
possibile, cioè con eccentricità MINIMA (minimum run-out)
- Realizzare una cartuccia il più lunga possibile in riferimento
all’arma da utilizzare
- Tenere conto delle dimensioni della camera di cartuccia e dell’inizio
di rigatura (N.B. tutte le armi camerate per il 7,62 NATO e destinate
all’armamento delle FF.AA. possiedono una camera con un inizio di rigatura
molto più lungo del normale)
Passando a munizionamento decisamente più POTENTE, per
sistemi d’arma camerati, ad esempio, in calibro .300 Winchester Magnum,
il passo di rigatura sarà TASSATIVAMENTE quello di 1 giro in 10”
(necessario per stabilizzare palle di peso compreso tra i 190 ed i 220
grs.), il diametro esterno sarà di 22 - 25 mm e la lunghezza totale
sarà compresa tra i 650 ed i 750 mm. Per il .338 Lapua Magnum
il passo di rigatura richiesto è di 1 giro in 10”, mentre per
il 7 mm Remington Magnum è di 1 giro in 9”. Il principio
fondamentale da rispettare nella scelta della canna è che più
la munizione è potente, più la stessa DEVE essere lunga
(per consentire la corretta combustione della polvere) e pesante (per
diminuire il rinculo ed il rilevamento). La canna DEVE essere pesante
non solo per diminuire il rilevamento ed il rinculo, e quindi per rendere
l’utilizzo del sistema d’arma il meno gravoso possibile, ma anche per
ridurre il più possibile la c.d. “fase armonica” all’atto
dello sparo. Quando il proiettile passa lungo la canna, questa inizierà
a vibrare lungo il proprio asse longitudinale in maniera non dissimile dal
fenomeno del moto armonico. Per essere più chiari, all’atto dello
sparo la canna inizia a vibrare, dalla culatta alla volata, in maniera analoga
a come se venisse colpita sulla culatta con una vigorosa martellata! Più
la canna è pesante, più e dotata di inerzia all’impulso dato
dal proiettile, per cui più la canna è pesante e più
la fase armonica della canna sarà minimizzata. La riduzione della
fase armonica è importantissima ai fini della precisione perché
se dovesse essere troppo elevata, la palla lascerebbe la volata con un angolo
a che si verrebbe a formare tra l’asse della canna e la traiettoria del
proiettile in volo: questo angolo a è il c.d. “angolo di uscita”.
Si noti che se a dovesse essere sensibilmente maggiore di 0,1° (α>>0,1°),
i risultati sul bersaglio, in termini di precisione, sarebbero a dir
poco patetici!! Questo è il motivo ESSENZIALE per il quale tutti
i sistemi d’arma di precisione degni di questo nome utilizzano canne
da competizione di tipo pesante. Premesso che, normalmente, l’angolo
di uscita di un sistema d’arma destinato al tiro di interdizione è
attorno agli 0,010°, in linea di massima si può aggiungere
che:
- Se l’angolo d’uscita è inferiore a
0,025° - 0,020° e prossimo a 0,010°, l’arma può essere
proficuamente utilizzata, ad esempio, per fini addestrativi
- Se l’angolo d’uscita è inferiore a 0,075° e prossimo a 0,020°,
l’arma può comunque essere utilizzata, ad esempio, per fini addestrativi
o di studio
- Se l’angolo d’uscita è compreso tra gli 0,050° e gli 0,075°,
l’arma è ancora in condizioni di essere utilizzata, ma le sue condizioni
vanno segnalate al competente Addetto all’Armamento ed al Munizionamento
- Se l’angolo d’uscita è compreso tra gli 0,050° e gli 0,10°,
l’arma è immediatamente da revisionare
- Se l’angolo d’uscita è superiore agli 0,10° l’arma va scartata
(o revisionata)in quanto o la canna “é troppo leggera”
per effettuare del tiro di interdizione, oppure la rigidità strutturale
dell’intero sistema d’arma sta venendo meno
Volendo misurare l’ampiezza dell’angolo di uscita di un qualsiasi
sistema d’arma, è necessario ricorrere a strumenti di misura
estremamente complessi e sofisticati (fotocamere, sensori di prossimità,
sofisticati software di gestione, modelli matematici approntati
ad hoc per l’analisi del fenomeno) che dovrebbero riuscire a cogliere
l’oscillazione impercettibile della canna nel lasso di tempo compreso
tra l’inizio del movimento della palla nella rigatura ed il momento in
cui la stessa lascia la volata. Questi strumenti dovrebbero poi riuscire
a tenere DISTINTI (cosa alquanto difficile) i fattori INTRINSECI dell’oscillazione
(N.B. si tratta essenzialmente della struttura della canna, con particolare
riferimento alla sua rigidità, alle sue dimensioni ed alla velocità
di propagazione del calore e delle vibrazioni) dai fattori ESTRINSECI della
medesima (N.B. principalmente si tratta della coassialità della
cartuccia rispetto alla camera di scoppio e della coassialità tra
palla e bossolo), che insieme sono responsabili della formazione dell’angolo
di uscita. Per dovere di correttezza, va comunque sottolineato che, sotto
il profilo pratico, all’utente finale il valore effettivo dell’angolo d’uscita
NON interessa molto. Più che altro si tratta di un parametro che
interessa alle Aziende produttrici di armi lunghe in almeno tre fasi costruttive,
e cioè:
- Durante la fase del c.d. “studio di fattibilità”
che precede l’inizio della produzione vera e propria
- Durante la fase di realizzazione dei prototipi
- Durante il passaggio tra fase prototipale ed inizio della produzione
vera e propria
Ad ogni modo, per chi lo desidera, esiste un
metodo INDIRETTO che consente di calcolare, con grossolana approssimazione,
il valore dell’angolo di uscita, il che permette di valutare (approssimativamente)
l’efficienza di un determinato binomio arma - munizione. Per dovere di
correttezza va sottolineato che, in nessun caso, questo metodo consente
di valutare il livello di precisione assoluta di un determinato sistema
d’arma, ne tantomeno permette di confrontare tra di loro due o più
armi!! Partendo da alcune semplici cognizioni di trigonometria (per
le quali si rimanda il lettore ad un testo specialistico), è possibile
sostenere che l’angolo d’uscita è pari a:
α = arctang (FDB : Db)
LEGENDA
- α = angolo d’uscita (espresso nel sistema
arco - ora o sessagesimale che dir si voglia)
- FDB = Fattore di Dispersione Balistica
(misurata in metri o, più precisamente, misurata in mm sul
bersaglio cartaceo ma successivamente convertita in metri, prima dell’operazione
matematica, per rispettare il principio di omogeneità delle unità
di misura)
- Db = distanza dal bersaglio (misurata
in metri)
Particolare attenzione da parte del lettore merita senza dubbio
il Fattore di Dispersione Balistica (FDB), un parametro alquanto
bistrattato e sul quale esiste parecchia confusione!! In termini tecnici,
esso corrisponde alla MEDIA, misurata in mm, dell’ampiezza delle rosate
ottenibili da uno specifico sistema d’arma realizzate alle seguenti condizioni:
- Utilizzo di un sistema d’arma la cui canna
sia perfettamente PULITA ed ASCUITTA
- Utilizzo di un solo tipo di munizioni (N.B. deve essere effettuata
una prova diversa per ogni tipo di munizioni, poiché i dati ottenuti
NON devono assolutamente essere mescolati!!)
- Utilizzo di munizioni il più coassiali possibili (N.B.
in ogni caso vanno scartate munizioni con eccentricità superiore
a ± 0,050mm)
- Realizzazione in laboratorio a CAS (per il significato, v. voce
a se)
- Utilizzo di NON meno di 100 cartucce appartenenti allo stesso
lotto
- Esecuzione pratica tramite realizzazione di rosate da non meno
di 3 e non più di 5 colpi
- Realizzazione delle singole rosate con intervalli di NON meno
di 2 minuti primi tra un colpo e l’altro per garantire un minimo
di raffreddamento alla canna
- Effettuazione di operazioni di pulizia intermedie ogni 10 -
15 colpi per evitare il depositarsi di un eccessivo livello di residui
di combustione (N.B. si tratta di applicare del solvente, di asciugare
e di lasciare raffreddare la canna)
Si rammenta che la prova per la misurazione del FDB (che in parole
povere corrisponde al valore MEDIO dell’ampiezza della ROSATA realizzata
da un determinato sistema d’arma) NON deve essere confusa ne con quelle
che prevedono l’esecuzione di rosate di tipo “ampio” (ad esempio
10 o 20 colpi), ne con quelle relative all’esecuzione del c.d. “tiro
rapido”: si tratta di cose completamente diverse che NON devono (e
non possono) essere confuse tra loro!! In ogni caso è ESSENZIALE
che, per ogni tipologia di munizioni, vengano effettuate quante più
prove possibili, così come è necessario che vengano effettuate
prove pratiche con tutti i tipi di munizioni disponibili (N.B. ovviamente
vanno scartate a priori tutte le munizioni non destinate al tiro di interdizione).
Questo è IMPORTANTE perché, più dati ci sono e più
sarà precisa la misurazione della rosata e, di conseguenza, tanto
più sarà precisa la valutazione dell’angolo d’uscita. Una
volta calcolato il valore dell’angolo d’uscita, è necessario fare
alcune precisazioni, e cioè che:
- Nell’ambito del SINGOLO calibro, le variazioni
dell’angolo d’uscita sono pressoché infinitesimali (e quindi
trascurabili) per tutta la gamma delle munizioni impiegabili (con la
sola eccezione delle munizioni con palle iperleggere o pesanti e/o superpesanti),
per cui si può affermare che l’angolo d’uscita rimane pressoché
costante al variare del peso di palla (almeno entro
un gamma piuttosto ampia)
- Nell’ambito del SINGOLO calibro, le variazioni dell’angolo d’uscita
sono direttamente dipendenti (in maniera maggioritaria) dalla
coassialità tra palla e bossolo e dalla coassialità tra
camera di scoppio e cartuccia, per cui i sistemi d’arma a ripetizione
ordinaria tendono ad essere più precisi di quelli semiautomatici
(con la sola eccezione di quelli dotati di canne molto pesanti e sistemi
di alimentazione di tipo “orizzontale”)
La procedura testé delineata permette
di ottenere il valore del presunto angolo d’uscita, il quale DEVE necessariamente
“...essere preso con beneficio di d’inventario...” da chi ha
effettuato i calcoli!! Ed è proprio a causa della sua approssimazione
che la sua valenza pratica è molto limitata, così come,
sempre per lo stesso motivo, NON si può (e non si deve) utilizzare
questo valore per esprimere concetti o grandezze che nulla hanno a che
fare con esso. Un esempio concreto potrà forse chiarire meglio
il significato di questa precisazione. Il punto essenziale di tutto questo
discorso è che, all’atto pratico, NON si può contestualmente
affermare che l’angolo d’uscita è adimensionale (affermazione
scientificamente corretta) e, subito dopo, affermare che “...posso utilizzare
l’angolo d’uscita per misurare l’ampiezza delle rosate eseguite con il
fucile X alla distanza Y utilizzando le munizioni Z...”, quando la
rosata, per sua natura intrinseca, è DIMENSIONALE!! Dovrebbe essere
di dominio comune il fatto che, dopo avere effettuato una rosata di prova,
ci reca a misurare la medesima con un righello graduato in mm (o in cm),
NON con un goniometro, ne ci si mette ad effettuare la misurazione della
rosata, direttamente dalla piazzola di tiro, tramite un teodolite!! Non
si può misurare l’ampiezza di una rosata (per definizione dimensionale)
con un’unità di misura angolare (per definizione adimensionale).
Ragionando per assurdo, sarebbe un po’ come entrare in panetteria e dire
qualcosa del tipo “...buongiorno, vorrei un litro di pane...”!!
In altre parole, l’angolo d’uscita NON dice tutto della precisione di un
determinato sistema d’arma, perché a parità di angolo d’uscita,
utilizzando due munizioni diverse (o anche utilizzando gruppi di munizioni
simili, l’uno più eccentrico dell’altro) si otterranno risultati
che potrebbero essere anche radicalmente DIVERSI in termini di precisione
sul bersaglio. Questo è chiaramente dimostrabile quando l’angolo
d’uscita viene misurato in laboratorio tramite gli strumenti appropriati,
invece che a tavolino, con il calcolatore tascabile, dove si crede di ottenere
(o si vuole ottenere) il risultato che più fa comodo a seconda dei
casi!L’ossessione di voler misurare a tutti i costi l’ampiezza delle rosate
utilizzando un sistema per la misurazione degli angoli, è un tipico
esempio di sciatteria intellettuale ravvisabile (alla data della presente
pubblicazione) su numerose “riviste di settore” (italiane ed estere),
sulle cui pagine molti “...presunti esperti di balistica esterna...”
(che spesso frequentano le sedi UITS solo perché lavorano per una
certa testata, o che addirittura non hanno nemmeno fatto il servizio militare
e parlano di armi...) pontificano le loro assurde teorie pseudo-scientifiche.
Queste teorie, che hanno il loro substrato intellettualoide in certa sub-cultura
di origine statunitense (in base alla quale tutto DEVE essere tassativamente
inquadrato entro schemi fissi, rigidi e prestabiliti, per cui ogni cosa
DEVE poter essere misurata e/o valutata entro parametri assoluti finalizzati
a creare una “...scala di valori...” da utilizzarsi, non si sa
bene per quali scopi...), sono state acriticamente riportate in Italia
(ma anche nel resto dell’Europa), in maniera del tutto automatica, sulla
base del semplice presupposto che “...se una cosa viene dall’America va
bene perché l’America sta più avanti di noi; se una cosa viene
dall’Italia o dall’Europa allora non va bene perché è automaticamente
negativa, arretrata, sbagliata, etc. ...”. A parte la lurida esterofilia
che connota i ragionamenti ed i discorsi di questi pittoreschi personaggi,
quello che conta in concreto è che le loro elucubrazioni pseudo-intellettuali
non hanno la benché minima base scientifica!! Tanto per fare un
esempio di questa testé ricordata “sciatteria intellettuale”,
su alcune riviste di settore (italiane e non) è comparsa più
volte una domanda del tipo “...a quanti MOA corrisponde un rosata di
50 mm a 200 m?” L’esperto di turno, con un ragionamento senza capo
ne coda, ed del quale non erano resi noti i presupposti o le motivazioni
scientifiche, spiegava ai lettori che la rosata equivaleva a “... 0,8591
MOA”!! In realtà, una rosata di 50 mm a 200 m si misura in mm
(o in cm) NON con un qualsivoglia sistema di misurazione angolare, per
cui ne la domanda posta, ne la risposta data dal “saccente di turno” hanno
un senso sotto il profilo scientifico!! Una rosata da 50 mm a 200 m misura
semplicemente 50 mm, e l’unico commento che si può fare è
che NON è una rosata degna di un sistema d’arma di precisione: fine
del discorso!! Se si vuole, partendo da questi due dati è possibile
tentare di calcolare (matematicamente) il PRESUNTO angolo d’uscita dell’arma
oggetto del presente esempio, ma con la NECESSARIA avvertenza che non sarà
in ogni caso un risultato preciso ed attendibile per i seguenti motivi
(N.B. la vera misurazione andrebbe fatta in laboratorio, non a tavolino
con il proprio calcolatore tascabile!!)
- Non sono precisate le Condizioni Atmosferiche
Operative (e non si sa se le CAO coincidano con le CAS, oppure no)
- Non sono specificate le munizioni impiegate
- Non esiste un numero sufficiente di dati che permettano di effettuare
una misurazione almeno di tipo preliminare
- Si tratta, in ogni caso, di una misurazione indiretta
Utilizzando la formula indicata in precedenza, il presunto angolo
di uscita sarà pari a:
α = arctang (FDB : Db)
α = arctang (0,05 : 200)
α = arctang 0,00025
α = 0,01432°
Il risultato trovato rappresenta l’angolo d’uscita misurato con
il sistema sessagesimanle (o arco - ora). Volendo, è possibile
moltiplicare il risultato trovato per 60, ottenendo così il valore
dell’angolo d’uscita, espresso in minuti primi, pari a 0,8954'. Ma, una
volta eseguiti questi calcoli, NON si può dire che la rosata in commento
“...misura 0,8954 MOA...” o di “...avere calcolato il MOA della
rosata...”. Matematicamente parlando sarebbe una grossa fesseria!!
In altre parole, sulla base dei pochi dati a disposizione (per altro parziali
ed incompleti), si può affermare, con estrema cautela, che l’arma
dell’esempio sopra esposto dovrebbe avere un (presunto) angolo d’uscita
di 0,01432°. Naturalmente si tratta di un dato che “...va preso
con le molle...” e che va verificato sia con altri tipi di munizioni,
sia (essenzialmente) con una più attenta analisi in laboratorio!! A
supporto di questa affermazione si sottolinea che, anche se in apparenza il
dato di 0,01432° sembrerebbe essere molto positivo (N.B. tendenzialmente
dovrebbe essere α < 0,1°), in realtà una rosata simile è
tipica di un qualsiasi fucile e NON di un sistema d’arma di precisione!! Per
convincersene, basta pensare che un fucile realmente preciso, a 200 m realizza
rosate dal diametro di 20 mm od inferiori. Questo indica chiaramente come
il dato trovato non corrisponda al valore dell’effettivo angolo d’uscita!!
Ne consegue, inoltre (e si ribadisce quanto espresso in precedenza), che
tutto questo non ha nulla a che vedere con l’affermare arrogantemente (come
da anni si continua a fare) che “...il fucile X produce una rosata di 0,01432°
(o 0,8594 I) a 200 m ...” ne, tantomeno, con altre affermazioni scientificamente
insulse del tipo “...abbiamo effettuato il calcolo del MOA ed abbiamo
appurato che, per il fucile X, è pari a 0,8594...”. (N.B. per
il MOA , la confusione che lo circonda e per mancato uso del vocabolario
Italiano - inglese, si rimanda il lettore alla voce a se). Un’altra vera
e propria “...bestemmia scientifica...”, sempre connessa a questo
argomento, riguarda il fantomatico “...confronto di rosate...” tra
due ipotetici “fucili di precisione” in ordine ai quali non viene fornita
nessun tipo di specificazione. Ad esempio, tempo fa è comparso un
articolo dove il solito esperto di turno chiedeva piuttosto arrogantemente
ai lettori se, a loro avviso “... fosse più preciso il fucile X,
che produceva una rosata di 1,8 cm a 76 m, oppure il fucile Y che produceva
una rosata da 6,4 mm a 28 m...”. Qualsiasi studente della Scuola dell’Obbligo
che abbia un minimo di padronanza nell’applicazione del sistema metrico decimale
e delle equivalenze, risponderebbe all’esperto di turno (più o meno
educatamente) di tornarsene sui banchi di scuola!! Inoltre, stante il fatto
che “...il nostro esperto...” ha palesemente violato principio di omogeneità
nell’impiego delle unità di misura, questa domanda non ha assolutamente
alcun senso scientifico!! Ciò significa che le rosate DEVONO tassativamente
essere espresse TUTTE in mm, oppure in cm. Ancora, è ormai di dominio
comune (per altro da numerosi decenni!) che, se proprio si desidera effettuare
un paragone, la misurazione delle rosate va effettuata sulla STESSA identica
distanza, e NON a distanze diverse!! Questi esperti ignorano completamente
il vecchio adagio in base al quale “la precisione sul bersaglio
è il prodotto dell’uniformità dei componenti chiamati a svolgere
un determinato compito”: sono molteplici i fattori che entrano in gioco
e che possono dare risultati diversi in termini di precisione sul bersaglio!
Va poi ricordato che, tra questi molteplici fattori, ci sono polveri che
manifestano drastici segni di decadimento, in termini di precisione, al
di là (o in prossimità) di certe distanze, per cui sarebbe
errato dire che “...il fucile X è meno preciso del fucile Y...”
non tenendo conto di questo importante aspetto. Ad ogni modo, secondo
l’autore di questo fantomatico confronto fra rosate, “...per misurare
se è più preciso il fucile X od il fucile Y occorre confrontare
il rapporto tra i diametri delle rosate e le relative distanze, in maniera
tale da ottenere un unità di misura adimensionata ... tramite la
quale calcolare l’angolo sotto il quale si osserva la rosata dal punto
di origine del tiro...”. In primo luogo, il nostro esperto si è
dimenticato che “...mettendo tutti insieme appassionatamente mm, cm e m...”
non si ottiene assolutamente nulla al di fuori di un’immensa castroneria
matematica!! A parte questo, non solo sarebbe il caso che, prima di scrivere,
“...il nostro esperto...” desse una rapida occhiata ad un buon dizionario
della lingua italiana, in quanto la parola “adimensionata” NON esiste nella
nostra lingua, ma sarebbe altresì il caso che questa persona evitasse
di scrivere se NON sa ASSOLUTAMENTE di che cosa sta parlando !! Infatti,
l’inciso “... sotto il quale si osserva la rosata dal punto di origine
del tiro...”, non solo non significa NULLA in lingua italiana, ma è
assolutamente PRIVA di qualsiasi significato scientifico!! Ovviamente l’autore
di queste castronerie scientifiche non se ne preoccupa minimamente, così
come non si preoccupa di rispondere a domande del tipo:
- Quali sono gli scopi dello studio?
- Perché non si utilizzano unità di misura omogenee
prima di eseguire i calcoli?
- Cosa si vuole misurare in concreto?
- Perché non si usano le unità di misura in maniera
pertinente ?
- Quali sono le conclusioni?
Quello che lascia esterrefatti, in tutti questi
discorsi, è l’ossessione di volere a tutti costi confrontare
tra di loro grandezze non omogenee al fine di trovare, non si sa bene
tramite quale artificio, un qualcosa che sia “...il migliore in assoluto...”!
Questa ossessione di trovare la cosa che sia “...migliore del mondo...”
è la stessa che ha prodotto altre inequivocabili “...schifezze
pseudo - intellettuali...” quali:
- Il fattore potenziale → si tratta di un’idiozia prodotta
tempo fa negli USA (per opera di alcuni giornalisti scriventi sulle
riviste del settore armiero), ed importata pedissequamente
in Italia (da persone poco attente), il cui scopo è quello di
individuare l’arma migliore in assoluto (a prescindere dal tipo, ma basandosi
su parametri fissati arbitrariamente e senza alcuna logica)
- Il potere d’arresto → si tratta di una castroneria pseudo
- scientifica prodotta negli USA volta ad individuare il calibro migliore
del mondo, non in base a criteri scientifici, bensì in base ai
capricci ed agli umori di chi ha il solo interesse di dimostrare che “...il
calibro migliore del mondo è il .45 ACP...” (cioè un prodotto
americano, perché tutto quello che non viene dagli USA è,
per i sostenitori di queste assurdità, del tutto inefficiente)
- Il quoziente d’intelligenza → si tratta di un’altra bestialità
pseudo - scientifica sorta negli USA (ad opera degli studiosi
di criminologia), all’incirca negli anni ‘30, originariamente
per meri scopi di discriminazione sociale e / o razziale (N.B. l’idea
originaria era quella di dimostrare che i criminali erano tutti
poco intelligenti, e che quindi tutti i soggetti intellettualmente poco
dotati fossero automaticamente inclini al crimine ... peccato che l’evoluzione
scientifica ha dimostrato l’esatto contrario, e cioè che la maggior
parte dei criminali sono estremamente intelligenti!!), e successivamente
diffusasi a macchia d’olio per banali motivi di costume (N.B. a seconda
di come si supera un determinato numero di test di deduzione logica,
è possibile calcolare il valore del quoziente intellettivo di un
dato individuo ... peccato che la medicina moderna ha dimostrato
che, allo stato attuale, non ci sono modi per misurare l’esatta entità
dell’intelligenza umana, facoltà per altro non misurabile, ma
esistono solo metodologie per valutarne indirettamente solo alcuni aspetti
!!! )
Tutto questo non significa che bisogna rigettare la cultura degli
altri Paesi, ma significa semplicemente che non bisogna prendere automaticamente
per oro colato tutto quando viene dall’estero. Ci sono già troppe
persone che soffrono di esterofilia cronica in Italia, per cui sarebbe
veramente il caso di iniziare realmente a ragionare con la propria testa
per arrivare a capire se una cosa “...funziona davvero o se si tratta
di una mera castroneria...”!! Terminata questa lunghissima, ma DOVEROSA,
digressione scientifica, analizziamo gli altri motivi per i quali si rivela
necessario l’impiego di una canna di tipo pesante nei sistemi d’arma destinati
al tiro di interdizione. Un altro motivo per il quale vengono adottate
canne pesanti è quello di favorire al massimo la dissipazione termica.
Dal momento che la dissipazione termica è direttamente proporzionale
alla superficie radiante, più il diametro esterno della canna è
elevato, più la dissipazione termica sarà elevata, e quindi
la canna tenderà a raffreddarsi più velocemente (rispetto
ad una di tipo non pesante) a parità di colpi sparati. Per questo
motivo, durante la seconda metà degli anni ‘90 del XX secolo hanno
cominciato a diffondersi le canne c.d. “scanalate” (fluted barrel),
cioè canne da competizione di tipo pesante con delle leggere scanalature
longitudinali che vanno, più o meno, da circa 100 mm dopo la camera
di cartuccia a circa 50 mm dietro il vivo di volata. Si tratta di un espediente
ingegnoso che AUMENTA ancora di più la dissipazione termica: un esempio
eccellente di questa tecnica si può trovare sul Robar SR - 90
(v. voce a se). Venendo al numero di rigature, lo standard attuale per le
canne da competizione è di 6 rigature a passo costante. Per questo
motivo è necessario diffidare di tutti quei sistemi d’arma che adottano
canne da sole 4 rigature pubblicizzate come “...canne per fucili di precisione...”.
Il semplice passaggio da 4 a 5 rigature da già delle notevoli differenze
in termini di precisione, mentre il passaggio da 4 a 6 rigature determina
una modifica impressionante nella precisione intrinseca alle brevi e medie
distanze: con canne simili, rosate (di 3 colpi) da 10 - 15 mm a 100 m diventano
assolutamente normali!! E' comunque vero che, come accade per tutte le cose,
anche in questo caso ci possono essere delle eccezioni.
segue - l'azione
Passando all’azione (action), essa rappresenta l’organizzazione
meccanica dell’arma e, com’è già stato detto in precedenza,
può essere di tipo ordinario (bolt action) o semiautomatico
(semi - auto). L’azione di tipo ordinario, o ad otturatore girevole
- scorrevole che dir si voglia, rappresenta l’organizzazione meccanica
più diffusa nel settore delle armi di precisione per i seguenti
motivi:
- Maggiore semplicità costruttiva
- Maggiore facilità di manutenzione ordinaria e straordinaria
- Maggiore silenziosità di funzionamento
- Minore possibilità di rotture, inceppamenti o malfunzionamenti
- Minore peso in assetto operativo (= maggiore portabilità)
Il consiglio che si può dare in questa
sede per quanto concerne il sistema d’arma da adottare, è che
le FF.AA. scelgano un fucile a ripetizione ordinaria realizzato “...per
assemblaggio...”, cioè costruito con i migliori “pezzi”
presenti sul mercato mondiale. I migliori sistemi d’arma attualmente in
circolazione sono realizzati con questa tecnica, e a tutti gli effetti si
può dire che si tratta delle armi più precise, più
robuste e più economiche specie se paragonate ai “...fucili di
precisione...” della produzione di massa. La maggiore semplicità
costruttiva di questa organizzazione meccanica e la conseguente scarsa possibilità
di inceppamento rendono questi sistemi d’arma particolarmente adatti all’impiego
da parte delle FF.AA. Si tenga conto del fatto che queste armi si trovano
spesso a dovere funzionare in ambienti particolarmente disagevoli dove un’arma
di tipo semiautomatico potrebbe trovare non poche difficoltà a funzionare
correttamente. Un altro vantaggio importante delle armi a ripetizione ordinaria
è costituito dalla loro silenziosità di funzionamento. Essendo
operate manualmente dal tiratore, non ci sarà alcun rumore dovuto
a molle “...che si aprono...”, otturatori che “sbattono” o
altri tipi di rumori che possono rivelare al nemico la presenza di un tiratore
scelto. Uno dei principali difetti delle armi semiautomatiche è proprio
quello della loro eccessiva rumorosità, tant’è vero che sono
pochissime, allo stato attuale, le armi di questo tipo che possono considerarsi
del tutto “...silenziose...”. Va poi aggiunto che il funzionamento
di tipo manuale consente di ottenere un altro vantaggio in termini di precisione
intrinseca del sistema d’arma. Spesso si dice, piuttosto presuntuosamente,
che “...le armi a ripetizione ordinaria sono sempre più precise
di quelle semiautomatiche...” senza spiegarne la ragione. Il motivo
NON deve essere ricercato nella singola appartenenza ad un genus piuttosto
che ad un altro ma, piuttosto, ad una singola fase del funzionamento di questi
sistemi d’arma che è la fase di cameratura. Nelle armi a ripetizione
ordinaria, dal momento che il funzionamento è manuale, la fase di
cameratura avviene in maniera molto morbida e SENZA compromettere la coassialità
delle munizioni. Nelle armi semiautomatiche, viceversa, la fase di cameratura
è, almeno di norma (poiché esistono delle eccezioni), abbastanza
“violenta” e tale da alterare la concentricità dei proiettili:
naturalmente la differenza tra una munizione concentrica ed una non concentrica
è ENORME in termini di precisione!! Un ulteriore vantaggio delle armi
a ripetizione ordinaria è quello del peso totale INFERIORE rispetto
a quello delle armi semiautomatiche. A livello indicativo, il sistema d’arma
“ideale” per le FF.AA. dovrebbe pesare circa 6,5 Kg “...in assetto
operativo...”, cioè carico e dotato di ottica e se si pensa, ad
esempio, che il PSG - 1 pesa attorno ai 9 Kg le conclusioni sono subito fatte.
Naturalmente tutto questo non significa che le armi semiautomatiche siano
inferiori o peggiori di quelle a ripetizione ordinaria poiché le prime
hanno vantaggi che le seconde non hanno, ad esempio:
- La fase armonica nettamente ridotta
- Il rinculo ridotto
- La celerità di tiro nettamente superiore
Per quanto concerne il tipo di azione utilizzato per la costruzione
dei sistemi d’arma di maggior pregio, normalmente le armi prodotte sul
mercato americano vengono realizzate partendo dall’azione Remington modello
700 BDL (cioè quella c.d. corta) o, più raramente, sull’azione
Winchester modello 70. Viceversa le armi costruite in Europa sono realizzate
partendo dalle azioni prodotte rispettivamente dalla Mauser o dalla Sako,
avendo cura di scegliere tra quelle un “...po’ datate...” poiché
le azioni più recenti hanno perso molta della qualità di
un tempo. Si tenga presente che un sistema d’arma realizzato per assemblaggio
è molto più preciso, più affidabile e più
resistente di qualsiasi altro prodotto in serie e, soprattutto, costa
molto meno!! L’azione deve poi essere fissata il più rigidamente
possibile alla calciatura tramite una particolarissima operazione denominata
incassatura o accoppiamento (bedding). Questa operazione può
essere fatta in due modi (solitamente considerati come) alternativi:
- Su fibra di vetro (fiberglass - bedding,
altresì noto come glass-bedding) = in questo caso si rimuove
una parte sottilissima del materiale componente la calciatura posta sotto
l’azione e la si sostituisce con della fibra di vetro liquida, la quale
asciugando forma un letto di materiale duro e compatto sul quale l’azione
si fisserà rigidamente
- Su canotti di Alluminio (pillar bedding) = in questo
caso si allargano i fori di passaggio delle viti di tenuta e si inseriscono
dei canotti di Alluminio i quali permetteranno di fissare l’azione
in maniera estremamente rigida
La prima forma di incassatura è estremamente
complessa e richiede l’intervento di un armaiolo estremamente esperto
a causa del fatto che il letto in fibra di vetro deve essere uniforme
e dotato di tolleranze centesimali (= cioè del centesimo di mm!!)
per quanto concerne la rugosità superficiale. Una volta asciutta,
la fibra di vetro deve risultare perfettamente liscia e priva di imperfezioni
al tatto, mentre grumi, fessure od altre imperfezioni devono essere totalmente
assenti. Si tenga presente che esistono molti ad affermare di “...essere
in grado di effettuare un buon bedding...” ma la realtà è
che solo pochi professionisti sono in grado di fare correttamente questa
operazione!! Allo stato attuale, in Italia solo 2 o 3 persone al massimo
sanno realizzare questa operazione correttamente, mentre la maggioranza
degli armaioli sono dei semplici “...creatori di croste...”, nel
senso che si limitano ad applicare lievi quantitativi di fibra di vetro
liquida sulla calciatura ottenendo risultati abbastanza approssimativi!!
I più impreparati asportano materiale e lo sostituiscono con la fibra
di vetro SOLO sul fondo dell’azione (rear) e sotto il tassello di
rinculo (recoil lug), mentre un vero professionista è in grado
di realizzare un letto uniforme di questo materiale per tutta la lunghezza
dell’azione. Chiaramente un operazione del genere è molto lunga e
costosa, per cui le FF.AA. difficilmente possono indirizzarsi verso armi
così elaborate. Si consideri poi che esistono in commercio molte armi
che vengono pubblicizzate “...poiché dotate di glass bedding...”,
mentre in realtà sono state semplicemente verniciate con della resina
epossidica!! Ad ogni modo, è per ovviare ai costi ed alla complessità
di questa procedura che si è andato diffondendo in questi ultimi
anni la c.d. incassatura su canotti (pillar bedding). Questa procedura
offre dei notevoli vantaggi sull’incassatura tradizionale poiché è
molto più semplice e non richiede il grado di esperienza necessario
per realizzare la canonica incassatura su fibra di vetro. Si tenga poi presente
che attualmente esistono in commercio calciature di elevatissima qualità
che semplificano ancora di più tutte le operazioni di incassatura.
Calciature dotate di anima in Alluminio aeronautico come quelle prodotte
dalla H - S Precision (v. voce a se) consentono di realizzare un’ottima
incassatura semplicemente unendo l’azione alla calciatura medesima e stringendo
opportunamente le viti con l’apposita chiave dinamometrica (torque wrench).
A tal proposito si rammenta che le viti di tenuta dell’azione vanno serrate
partendo PRIMA dalla vite anteriore e passando POI a quella posteriore. Se
le viti fossero tre, quella intermedia (cioè quella solitamente posta
davanti alla guardia del grilletto) deve subire un blando serraggio, comunque
di valore non equivalente a quello delle due viti restanti. Il valore del
serraggio varia, subordinatamente alla tipologia della calciatura, secondo
uno schema che può così essere riassunto:
(Caso 1)
- Calciatura in legno, con o senza trattamento conservativo, senza
operazioni di incassatura = 3,40 - 3,95 ± 0,05 Nm
(Caso 2)
- Calciatura in legno, con o senza trattamento conservativo, con
operazioni di incassatura su fibra di vetro = 4,55 - 5,10 ± 0,05
Nm
(Caso 3)
- Calciatura in materiale sintetico, varie tipologie, con operazioni
di incassatura su fibra di vetro = 6,25 - 6,80 ± 0,05 Nm
(Caso 4)
- Calciatura in materiale sintetico, varie tipologie, con operazioni
di incassatura su canotti di alluminio o di acciaio = 6,80 - 7,35 ±
0,05 Nm
(Caso 5)
- Calciatura in materiale sintetico, varie tipologie, con anima
in alluminio aeronautico = 7,35 - 7,50 ± 0,05 Nm (N.B. alcune
calciature possono richiedere anche valori di 8 Nm)
Più ci si avvicina al corretto valore
di serraggio, più la rosata si restringe. Se questo valore dovesse
essere superato, i colpi inizieranno a disporsi verticalmente sul bersaglio.
Qualora ciò si verifichi, è sufficiente allentare leggermente
le viti (normalmente di circa 0,5 Nm) per ottenere il valore di serraggio
corretto. L’operazione di serraggio delle viti di tenuta tramite chiave
dinamometrica è ignorata da molti, mentre in realtà dovrebbe
essere perfettamente chiaro che si tratta di un’operazione fondamentale
per avere un’arma in perfetta efficienza. Il motivo risiede nel fatto che
tramite questa operazione l’azione viene vincolata il più rigidamente
possibile alla calciatura in modo da “...non muoversi tra un colpo e
l’altro...” sotto l’azione del rinculo. Molti dei migliori fucili della
produzione semiartigianale (mondiale) attualmente in circolazione sono
realizzati sfruttando la tecnica dell’incassatura su canotti ed i risultati
in termini di precisione sono eccellenti. La calciatura (stock) è
“...il collante...” che unisce tutti i componenti del sistema d’arma
e rende effettivamente possibile il suo utilizzo sul campo. La sua caratteristica
principale deve essere quella di mantenere bloccato il più rigidamente
possibile la canna e l’azione durante il trasporto ed il fuoco sul bersaglio,
il che significa che non deve piegarsi, flettersi o stortarsi in nessun
caso al variare di umidità, temperatura e pressione. Questo è
il motivo per il quale è IMPERATIVO che la calciatura NON sia di
legno e, qualora lo fosse, è necessario che venga sostituita con
una realizzata in materiale sintetico. Il legno è sottoposto a continui
mutamenti interni ed esterni di natura biologica, ed è altamente
sensibile alle variazioni esterne di umidità, pressione e temperatura,
dilatandosi, restringendosi o torcendosi su se stesso. Questa elevata
sensibilità agli agenti atmosferici si traduce, in pratica, in
una palese variazione del punto d’impatto ed in una perdita conseguente
dell’azzeramento. È abbastanza intuitivo comprendere che le calciature
in legno sono da scartare nella maniera più assoluta e che in sede
di valutazione per l’acquisto di un qualsiasi sistema d’arma, il Ministero
della Difesa e le FF.AA. devono scartare l’ipotesi di acquistare armi dotate
di calciature realizzate in legno. Purtroppo in passato è stato commesso
più volte l’errore di acquistare sistemi d’arma (a prezzo elevato)
reclamizzati quali “...fucili di precisione per impieghi speciali...”
inspiegabilmente dotati di calciature in legno, con il solo risultato (per
le FF.AA.) di avere speso molti soldi e di avere a disposizione armi di
mediocre precisione. Per questo motivo è necessario:
- O acquistare nuovi sistemi d’arma con calciature in materiale
sintetico
- O “ricondizionare” adeguatamente i sistemi d’arma già
ad inventario delle FF.AA. sostituendo la calciatura originale con una
in materiale sintetico
Queste calciature, comunemente definite come “...realizzate
in materiale composito...” vengono costruite in due modi:
- Con un guscio esterno in fibra di vetro ed un’anima in resina
epossidica
- Con un anima di Alluminio aeronautico ricoperta da un impasto
di Kevlar e Grafite
Particolare attenzione da parte delle autorità competenti
(all’acquisto finale) deve essere posta sul fatto che esistono in commercio
molte calciature in materiale sintetico, ma solo pochissime sono realizzate
in materiale idoneo all’impiego da parte delle FF.AA. e possono, di conseguenza,
garantire la precisione richiesta. Il 90% circa della calciature in materiale
sintetico attualmente in circolazione è costituito da due semplici
gusci di policarbonato saldati tra loro, e ad un esame visivo ciò
appare abbastanza evidente perché:
- È possibile localizzare facilmente il punto di
saldatura dei due gusci
- Se colpite leggermente sulla superficie esterna, queste calciature
“suonano a vuoto”
Allo stato attuale le calciature MIGLIORI sono
quelle prodotte dalla McMillan e dalla H - S Precision.
La prima è una ditta per certi versi “storica”, che da
anni produce calciature in materiale sintetico per le FF.AA. americane
e che da molti anni a questa parte è titolare dell’appalto per
la fornitura di calciature per i Fucilieri e per gli Incursori di Marina
statunitensi. Due fucili realizzati con le calciature prodotte dalla McMillan
sono rappresentati dai modelli M-40 ed M-86. Il primo, camerato per il
calibro 7,62x51 mm NATO, è da oltre trent’anni il fucile dei tiratori
scelti dei Fucilieri di Marina americani ed è anche utilizzato dai
reparti speciali delle Forze dell’Ordine americane (principalmente DEA ed
FBI). Il secondo è utilizzato dagli Incursori di Marina americani
ed è disponibile nei calibri 7,62x51 mm NATO e .300 Winchester Magnum.
Per quanto riguarda le calciature prodotte dalla H - S Precision, esse
sono diventate famose per essere utilizzate dalla Remington nella costruzione
del modello M - 24 SWS, poi adottato dall’Esercito americano come fucile
di precisione per i loro tiratori scelti (v. voce a se). Le calciature prodotte
da queste due ditte si equivalgono, tuttavia esiste una importante differenza
tra quelle prodotte dalla H - S Precision e quelle realizzate dalla McMillan,
infatti le prime sono dotate di un’anima di Alluminio aeronautico che facilita
enormemente tutte le operazioni di incassatura dell’azione, il che si traduce
in un notevole risparmio di tempo e di denaro. In sintesi, è quindi
fondamentale che la scelta delle FF.AA. sia limitata alle sole calciature
prodotte da queste due ditte a causa della loro comprovata affidabilità.
Le uniche calciature che possono competere con quelle delle ditte testè
citate sono quelle, realizzate in fibra di vetro ed alluminio, commercializzate
dalla Accuracy International, il cui presidente e fondatore è
Malcolm Cooper, un pluridecorato campione internazionale di tiro
nella specialità con arma libera. Va infine rammentato che, in tempi
abbastanza recenti, alcune ditte europee (Mauser e Blaser tra le altre)
hanno iniziato la commercializzazione di calciature in leghe aerospaziali.
segue - il pacchetto di scatto
Per quanto riguarda lo scatto, è NECESSARIO che il sistema
d’arma sia dotato di un pacchetto di scatto appositamente realizzato
per il tiro di precisione, il che significa:
- Che il peso di sgancio NON deve essere elevato come quello di
un fucile d’assalto o NON sarà possibile ottenere risultati
apprezzabili in termini di precisione
- Che il peso di sgancio NON deve essere troppo ridotto al fine
di evitare partenze accidentali dei colpi
Solitamente, la maggioranza dei sistemi d’arma attualmente in
circolazione è dotata di pacchetti di scatto regolabili da circa
900 a 2000 grammi e, quasi sempre, il peso dello scatto tipico si aggira
sui 1500 grammi. Si può a ragion veduta considerare il peso di
1500 grammi come il migliore compromesso tra le esigenze di sicurezza
e di precisione, per cui è consigliabile che le FF.AA. si indirizzino
su pacchetti di scatto tarati, o comunque regolabili, su questo livello
di durezza. Per migliorare il più possibile la vita operativa del
pacchetto di scatto è necessario che gli armieri di Reparto:
- Puliscano l’interno utilizzando la c.d. “benzina bianca”
(cioè il comune combustibile per accendini) o altri idrocarburi
estremamente volatili, evitando in tutti i modi di utilizzare lubrificanti
di densità medio - alta i quali attirerebbero solo impurità
e sporcizia con il rischio di provocare malfunzionamenti
- Evitino di modificare in qualsiasi modo l’interno dello scatto
alterando le dimensioni dei piani di lavoro, la lunghezza delle molle
o qualsiasi altra cosa possa ridurre sotto il limite di sicurezza
il valore del peso di sgancio
- Verifichino a scadenze regolari l’esatta entità del peso
di scatto, con particolare riferimento alla fase antecedente e susseguente
all’utilizzo operativo da parte del personale specializzato
segue - l'ottica di puntamento
Concludendo con l’ottica di puntamento, in questa sede ci si limiterà
a dire che è IMPERATIVO che il sistema d’arma scelto dalle FF.AA.
sia dotato di un’ottica di puntamento (sniper-telescope, più
spesso abbreviato in sniper-scope) che metta il tiratore in grado
di sfruttare tutta la precisione intrinseca di cui esso è dotato.
La produzione europea è nettamente superiore a quella americana
o asiatica, anche se presenta il difetto di avere:
- Costi elevati = la qualità superiore delle ottiche
di puntamento europee come quelle realizzate da Zeiss, Swarovski, Kahles
o Schmidt und Bender è ampiamente riflessa dal loro prezzo
di listino
- Reticoli poco adatti al tiro di precisione = la quasi
totalità delle ottiche di puntamento europee utilizza reticoli
specifici per la caccia o, più raramente, per il tiro sui bersagli
cartacei (come tali inadatti alle esigenze delle FF.AA.), mentre quelli
specifici per il tiro di interdizione possono essere montati solo su ordine
specifico del cliente il che comporta, naturalmente, un aggravio monetario
ulteriore
- Struttura esterna poco adatta all’utilizzo da parte delle
FF.AA. = la quasi totalità delle ottiche di puntamento europee,
salvo rarissime eccezioni, ha torrette difficilmente regolabili e troppo
delicate per l’uso da parte delle FF.AA.
Il più grosso difetto delle ottiche europee è forse
rappresentato dall’estrema difficoltà con cui possono essere effettuate
le regolazioni “...sul campo...” da parte del tiratore scelto.
Salvo poche eccezioni, le ottiche di produzione europea hanno torrette
protette da un minuscolo coperchio che possono essere regolate, a seconda
dei modelli, con una moneta, con un cacciavite o, nei modelli più
recenti, direttamente a mano dal tiratore. Inutile dire che il solo fatto
di realizzare “...dal vivo...” una simile regolazione, se già
è complesso e rischioso per le Forze dell’Ordine, è addirittura
impensabile da parte di un tiratore scelto delle FF.AA.!! Tranne rarissime
eccezioni rappresentate da alcuni modelli prodotti dalla Schmidt und
Bender o dalla Hensoldt, tutti gli altri cannocchiali da puntamento
europei sono carenti sotto questo punto di vista. Un’altra limitazione delle
ottiche di puntamento europee è rappresentata dal reticolo adottato
dai vari fabbricanti. Nella quasi totalità dei modelli, i reticoli
utilizzati sono adatti SOLO ed esclusivamente o per l’attività venatoria
o per il tiro di recisione ai bersagli cartacei, ma NON per il tiro di interdizione.
Purtroppo accade spesso che vengano acquistati cannocchiali di puntamento
con reticoli totalmente inadatti, il che comporta spreco di denaro pubblico,
difficoltà addestrative e limitazioni operative veramente notevoli.
Il reticolo più adatto per il tiro di interdizione è il c.d.
“reticolo Duplex” o, più semplicemente, “Duplex”: si
tratta di particolare reticolo, specifico per il tiro di interdizione, brevettato
dalla Leupold & Stevens molti anni fa (v. voce a se). Un parametro
importante che deve essere attentamente valutato in sede di acquisto è
il disegno stesso del reticolo, il quale deve essere dotato di capacità
telemetriche per facilitare il lavoro del tiratore. A causa della complessità
della sua missione, il tiratore DEVE avere la possibilità di effettuare:
- Compensazioni in deriva ed in alzo
- Valutazioni degli anticipi
- Valutazioni empiriche delle distanze
Per effettuare valutazioni simili è necessario utilizzare
un reticolo per ciò appositamente realizzato, dal momento che reticoli
da caccia o da tiro a segno sono completamente inefficienti sotto questo
punto di vista. Un reticolo poco noto ma molto efficiente sotto questo
profilo è il reticolo # 103 prodotto dalla Kahles.
Attualmente è disponibile in due variazioni, la prima (# 103) utilizzata
dal modello da 6x42 mm, la seconda (# 104) adottata dal modello da 10x40
mm e le loro caratteristiche sono le seguenti:
- Reticolo 103 su ottica 6x42 mm = è composto da
un filamento orizzontale di tipo “Duplex” e da un filamento verticale
per metà sottile e per metà spesso ed è dotato di
una linea a stadie tarata fino a 800 m (v. voce a se)
- Reticolo 104 su ottica 10x42 mm = è composto da
un filamento orizzontale di tipo “Duplex” e da un filamento verticale
per metà sottile e per metà spesso ed è dotato di
una linea a stadie tarata fino a 1000 m (v. voce a se)
Altamente efficienti, specie per compensare l’effetto del vento
o per calcolare gli anticipi, sono i c.d. reticoli millesimali di
tipo puntiforme (mil - dot reticle) o, più semplicemente,
reticoli millesimali. Il reticolo millesimale è un altro
brevetto della Leupold & Stevens che venne realizzato sul
finire degli anni ‘70 per soddisfare le esigenze dei tiratori scelti
del Corpo dei Fucilieri di Marina americani. Questo reticolo è
attualmente utilizzato dalla Leupold & Stevens nei cannocchiali della
serie Mk - IV ed è adottato da numerose FF.AA. (v. voce a se).
Un ultimo dettaglio di estrema importanza è costituito dalle protezioni,
da momento che è assolutamente necessario proteggere l’ottica
durante il suo utilizzo con specifici coprilenti in materiale plastico
antiurto. Sotto questo profilo le ottiche europee sono deficitarie perché
o sono sprovviste di coprilenti o sono disponibili come optional dei coprilenti
in gomma che sono quanto di più inadatto ci sia per proteggere
le lenti durante le operazioni militari. La gomma si deforma, si secca,
si taglia e, in poche parole, non è adatta ad essere utilizzata per
realizzare dei coprilenti ad uso delle FF.AA.. Esistono comunque ditte specializzate
che realizzano coprilenti in policarbonato, estremamente resistenti,
per la quasi totalità delle ottiche di puntamento attualmente in
commercio.
segue - Remington M-24 SWS versione A1
Si tratta del sistema d’arma che ha vinto la gara d’appalto indetta
dall’Esercito americano per l’adozione del nuovo fucile di precisione
per tiratori scelti. La versione di base è camerata per il calibro
7,62x51 mm NATO, mentre la versione “speciale” per il tiro a lunga
distanza è camerata per il calibro .300 Winchester Magnum. È
stato realizzato dalla Remington con i migliori componenti esistenti sul
mercato fra i quali vanno ricordati:
- Una calciatura in Kevlar e Grafite con anima in Alluminio aeronautico
prodotta dalla H - S Precision
- Un’azione Remington modello 700 BDL
- Un cannocchiale di puntamento Leupold modello Mk - IV M3
da 10x40 mm con torrette ribassate, reticolo millesimale e
coprilenti integrale in policarbonato
- Una canna pesante da competizione
Il sistema d’arma è stato progettato, nella versione base,
per dare il meglio di se con la munizione NATO tipo M - 118, anche
se i risultati con munizionamenti di tipo diverso sono comunque di tutto
rispetto. Un po’ discutibile appare la scelta di adottare una canna a
5 rigature in luogo delle canoniche 6 rigature tipiche delle canne da competizione
attuali. Il passo e la struttura della rigatura, derivata pare dal modello
sovietico R-5, è stato scelto dai tecnici della Remington “...per
evitare un’eccessiva deformazione al proiettile durante l’attraversamento
della canna...”. Discussioni tecnico - teoriche a parte, si tratta
certamente di un sistema d’arma che può interessare le FF.AA. stante
l’eccellente rapporto qualità - prezzo. Il costo di un singolo pezzo
è di circa 2500 dollari americani, il che è molto poco se
si pensa ai numerosi sistemi d’arma acquistati in passato dalle nostre
FF.AA., per decine di milioni, ma di qualità nettamente inferiore.
Come ultima nota va segnalato che, in caso di acquisto, è preferibile
rivolgersi direttamente alla Remington piuttosto di passare per il tramite
degli importatori italiani, dal momento che i rari esemplari arrivati
in Italia sono stati venduti alla spropositata cifra di oltre 12.000.000
di lire!!
SCHEDA TECNICA
FABBRICANTE = Remington Arms Company, 620 Green Valley
Road, Suite 304 Greensboro, NC 27408 - 7725 USA
MODELLO = 24 - A1 SWS (Sniper Weapon System)
TIPO = fucile di precisione a ripetizione ordinaria
CALIBRO = 7,62 x 51 mm (.308 Winchester)
MECCANICA = azione Remington 700 specificamente modificata
CANNA = con 5 rigature derivata dal sistema sovietico tipo
R5 da 610mm (24”) con passo di 1 giro in 11,25”
PERCUSSIONE = diretta
ALIMENTAZIONE = tramite serbatoio verticale da 4 colpi
SCATTO = in due tempi; l’arma monta un pacchetto di scatto
tipo M40X a tre leve, completamente modificato dal Remington Custom Shop
ESTRATTORE = tipo Remington, a gancio, solidale alla testa
dell’otturatore
ESPULSORE = tipo Remington, a pistoncino, solidale alla
testa dell’otturatore
MIRE = l’arma monta di serie un cannocchiale di puntamento
Leupold Mk4 M3 da 10 ingrandimenti; possibilità di applicare
le mire metalliche in caso di emergenza
SICURA = tipo Remington classico, a 2 posizioni posta dietro
la coda dell’otturatore
IMPUGNATURA = a pistola
PESO = circa 6,5 Kg (arma scarica con ottica)
MATERIALE = calcio H - S Precision in Kevlar e Grafite
con anima in Alluminio aeronautico già predisposta per le operazioni
di pillar bedding; canna custom specificamente realizzata con rigatura
tipo R5; azione Remington in acciaio legato
LUNGHEZZA = 109 cm circa
FINITURA = calcio in composito completamente nero; parti
metalliche brunite in nero antiriflesso
NOTE = l’arma rappresenta la conversione del nuovo sistema
d’arma dei tiratori scelti delle FF.AA. statunitensi per il XXI secolo
e si caratterizza per soddisfare le specifiche governative in termini
di precisione garantendo rosate di diametro inferiore a 48 mm a 300 m
utilizzando le cartucce M118 “Special Ball” prodotte dall’Arsenale
di Lake City; il calcio è dotato di serie di 3 punti d’aggancio
per la cinghia di trasporto ed ha un calciolo completamente regolabile
in lunghezza; la canna da competizione, di tipo pesante, si contraddistingue
per adottare un curioso sistema a 5 rigature (diversamente dalle 6 tradizionali
utilizzate nelle canne custom) di derivazione sovietica che pare in grado
di dare migliori risultati in termini di precisione intrinseca almeno con
certi tipi di munizioni
segue - McMillan M-40
Il McMillan M - 40 è il sistema d’arma utilizzato dai tiratori
scelti dei Fucilieri di Marina americani da molti decenni a questa parte.
Si tratta di un’arma semiartigianale costruita attorno ad un azione
Remington modello 700 BDL cui sono stati uniti una canna da competizione
(solitamente una Hart), un calcio McMillan in fibra di vetro e resina
epossidica ed un cannocchiale di puntamento Unertl da 10x40 mm.
Si tratta, in altre parole, del capostipite di una linea di fucili semiartigianali
“dedicati” in maniera esclusiva al tiro di interdizione che ha
raccolto un enorme numero di consensi negli USA e nel resto del mondo.
L’arma è costruita per dare il meglio di se con la cartuccia M-118
o, in alternativa, con la recente Federal “GM” con palla da 175
grs. tipo HPBT. L’uso di munizioni diverse da quelle consigliate dalla
casa costruttrice implica un decadimento delle prestazioni balistiche proporzionale
al livello qualitativo della munizione utilizzata. Attualmente, oltre a
costituire il sistema d’arma in uso presso i Fucilieri di Marina statunitensi,
il McMillan M - 40 rappresenta la scelta di numerosi Reparti militari
e Corpi di Polizia non solo negli USA ma anche in molti altri Paesi del
mondo. In estrema sintesi si tratta di un sistema eccellente che potrebbe
interessare le nostre FF.AA. non solo per le ottime qualità strutturali,
ma anche per il prezzo estremamente competitivo (circa 1700 dollari americani).
Al pari di tutti gli altri sistemi d’arma di questo livello, esso necessita
di una manutenzione costante e del cambio della canna ogni 5000 colpi circa.
SCHEDA TECNICA
FABBRICANTE = Mc Millan Gunworks, Inc., 302 West Melinda
Lane, Phoenix AZ 85027 USA
MODELLO = 40
TIPO = fucile di precisione a ripetizione ordinaria
CALIBRO = 7,62x51 mm (.308 Winchester)
MECCANICA = azione Remington 700 specificamente modificata
CANNA = Hart da competizione di tipo pesante (senza scanalature
di raffreddamento) lunga 610 mm (24”) con camera di cartuccia e vivo di
volata rifiniti a mano e 6 rigature destrorse con passo di 1 giro in 11”
(1 giro in 12” nei modelli più vecchi basati su canne originali
Mc-Millan/Wiseman)
PERCUSSIONE = diretta
ALIMENTAZIONE = tramite serbatoio verticale da 4 cartucce
SCATTO = in due tempi, completamente regolabile da 1100
a 1800 grammi
ESTRATTTORE = tipo Remington, a gancio, solidale alla testa
dell’otturatore
ESPULSORE = tipo Remington, a pistoncino, solidale alla
testa dell’otturatore
MIRE = mire metalliche assenti; arma già predisposta
per il montaggio dell’ottica
SICURA = tipo Remington classico, a 2 posizioni posta dietro
la coda dell’otturatore
IMPUGNATURA = a pistola
PESO = circa 6 Kg
MATERIALE = canna custom da competizione in acciaio aeronautico;
calciatura in fibra di vetro con anima in resina epossidica, già
dotata di pillar bedding; azione in acciaio legato di alta qualità
LUNGHEZZA = circa 110 cm
FINITURA = calcio in fibra di vetro di varie colorazioni
completamente insensibile agli agenti atmosferici; parti metalliche
con trattamento anticorrosione in grado di soddisfare le specifiche militari
# 810 imposte dal Ministero della Difesa americano (MIL - STD - 810
Environmental Test Methods)
NOTE = l’arma fa attualmente parte dell’inventario degli
Fucilieri di Marina statunitensi; la calciatura in fibra di vetro con
anima in resina epossidica è disponibile in varie colorazioni
(nero, grigio, marrone, verde oliva) ed è già dotata di
maglie a sgancio rapido per la cinghia di trasporto; normalmente l’arma
è venduta completa di bipiede Harris di tipo pieghevole e con puntali
in gomma
segue - McMillan M-86 SR
Il McMillan M - 86 SR rappresenta il derivato di maggior successo
del modello M- 40 per quanto concerne i sistemi d’arma destinati al
tiro di interdizione destinati al tiro su distanze medio - brevi. Attualmente
è disponibile in due versioni, quella di base, camerata per il
calibro 7,62x51 mm NATO, e quella per il tiro a lunga distanza camerata
per il calibro .300 Winchester Magnum. Entrambe i modelli sono stati adottati
da numerosi Enti fra Reparti militari e Corpi di Polizia e, tra l’altro,
fanno parte dell’inventario degli Incursori di Marina americani. Similmente
al suo predecessore si tratta di un’arma robusta, precisa ed incredibilmente
ben fatta e merita senza dubbio grande attenzione da parte delle nostre
FF.AA. Il prezzo estremamente competitivo di circa 1800 dollari e l’elevata
qualità lo fanno sicuramente preferire a molti sistemi d’arma più
costosi ma molto meno precisi.
SCHEDA
TECNICA
FABBRICANTE = Mc Millan Gunworks, Inc., 302 West
Melinda Lane, Phoenix AZ 85027 USA
MODELLO = 86 SR (Sniper Rifle)
TIPO = fucile di precisione a ripetizione ordinaria
CALIBRO = 7,62x51 mm (.308 Winchester)
MECCANICA = azione Mc Millan originale tipo “Signature”
CANNA = Hart da competizione di tipo pesante (senza scanalature
di raffreddamento) lunga 610 mm (24”) con camera di cartuccia e vivo di
volata rifiniti a mano e 6 rigature destrorse con passo di 1 giro in 11”
(canna originale Mc-Millan con rigatura poligonale e passo da 1 giro in
12” per i modelli più vecchi)
PERCUSSIONE = diretta
ALIMENTAZIONE = tramite serbatoio verticale da 4 cartucce
SCATTO = in due tempi, completamente regolabile da 1100
a 1800 grammi
ESTRATTORE = a gancio, solidale alla testa dell’otturatore
ESPULSORE = a lamina, di derivazione Mauser
MIRE = mire metalliche assenti; l’arma monta di serie un
cannocchiale di puntamento Leupold serie Mk IV- M1 fisso (10x o 16x)
o variabile a scelta del cliente (Vari X III 3,5 - 10x40)
SICURA = a due posizioni posta dietro la coda dell’otturatore
IMPUGNATURA = a pistola
PESO = circa 6 Kg, scarico e completo di ottica
MATERIALE = canna custom da competizione in acciaio aeronautico;
calciatura in fibra di vetro con anima in resina epossidica, già
dotata di pillar bedding; azione in acciaio legato di alta qualità
LUNGHEZZA = circa 110 cm
FINITURA = calcio in fibra di vetro di varie colorazioni
completamente insensibile agli agenti atmosferici; parti metalliche
con trattamento anticorrosione in grado di soddisfare le specifiche militari
# 810 imposte dal Ministero della Difesa americano (MIL - STD - 810
Environmental Test Methods)
NOTE = l’arma fa attualmente parte dell’inventario degli
Incursori di Marina statunitensi, sia nel calibro .308 Winchester, sia
nel calibro .300 Winchester Magnum, insieme ai Mc Millan modelli
87, 88 e 89; la calciatura in fibra di vetro con anima in resina epossidica
è disponibile in varie colorazioni (nero, grigio, marrone, verde
oliva) ed è già dotata di maglie a sgancio rapido per la
cinghia di trasporto; normalmente l’arma è venduta completa di bipiede
Harris di tipo pieghevole e con puntali in gomma
segue - Robar SR-90
Questo sistema d’arma rappresenta uno dei modelli più prestigiosi
della produzione semiartigianale statunitense. Attualmente i suoi prodotti
più famosi sono i modelli SR-60 ed SR-90. Il primo (Sniper Rifle
60) è un sistema d’arma estremamente robusto, affidabile, facile
da utilizzare per chiunque ed in grado di garantire rosate da 10 - 12 mm
a 100 m. Essenzialmente è strutturato su di un calcio in fibra di
vetro con anima di resina epossidica (lo stesso utilizzato dai Marines
americani per oltre 25 anni nei loro fucili M40 - A1) dotato di sistema d’accoppiamento
su canotti d’alluminio (pillar bedding) e su una canna da competizione
prodotta dalla Schneider, mentre tutte le parti metalliche sono protette
con uno strato di Solfuro di Cromo in grado di soddisfare le specifiche
del Ministero della Difesa americano (MIL - C- 13924 B) per la resistenza
alla corrosione da agenti atmosferici. Il secondo (Sniper Rifle 90) è
il modello di punta attualmente prodotto dalla ROBAR ed è il risultato
della collaborazione pluriennale di Robbie Barrkman con i Corpi di
Polizia americani e stranieri. Si caratterizza per un calcio totalmente
regolabile in Kevlar e Grafite con anima in alluminio aeronautico già
predisposto per il pillar bedding, una canna da competizione di tipo pesante
prodotta dalla Schneider con scanalature di raffreddamento e vivo di volata
rifinito a mano, bipiede regolabile, sistema di puntamento Leupold serie
“Ultra” e trattamento delle parti metalliche (esterne) in Solfuro
di Cromo.
SCHEDA TECNICA
FABBRICANTE = ROBAR, 21438 N. 7th Avenue, Suite B,
Phoenix, AZ 85027 USA, tel. 001/602/581 - 2648, fax 001/602/582 - 0059
MODELLO = Sniper Rifle 90 (SR - 90)
TIPO = fucile di precisione a ripetizione ordinaria
CALIBRO = 7,62 x 51 mm (.308 Winchester)
MECCANICA = azione Remington 700 BDL altamente modificata
CANNA = Schneider da competizione di tipo pesante con scanalature
di raffreddamento, lunga 610 mm (24”) con camera e volata rifinite a
mano e dotata di 6 rigature destrorse e passo di rigatura da 1 giro in
11”
PERCUSSIONE = diretta
ALIMENTAZIONE = tramite serbatoio verticale da 4 colpi
SCATTO = Remington accuratizzato a mano del peso di circa
1100 grammi
ESTRATTORE = a gancio, solidale alla testa dell’otturatore
ESPULSORE = a pistoncino, solidale alla testa dell’otturatore
MIRE = mire metalliche assenti; l’arma monta di serie un
cannocchiale di puntamento Leupold Mk-IV M1 da 10 ingrandimenti
SICURA = a due posizioni posta dietro la coda dell’otturatore
IMPUGNATURA = a pistola, ma di tipo fortemente squadrato
rispetto agli modelli prodotti dalla ROBAR
PESO = circa 5,5 Kg scarico e senza ottica
MATERIALE = canna custom da competizione (match grade heavy
barrel) di tipo pesante dotata di scanalature di raffreddamento (fluted
type) in acciaio aeronautico; calcio in Kevlar / Grafite con anima in Alluminio
aeronautico 6061 - T6 già predisposta per semplificare al massimo
tutte le operazioni di accoppiamento su canotti metallici (pillar bedding)
LUNGHEZZA = circa 110 cm
FINITURA = calcio in composito di colore nero; parti metalliche
esposte ricoperte di Solfuro di Cromo; parti metalliche interne ricoperte
di NP3 o, in alternativa, di Polymax
NOTE = calciatura in composito di tipo ambidestro, con
calcio regolabile ed astina rastremata del tutto particolare costruita
esclusivamente dalla McMillan per la ROBAR; l’arma garantisce rosate
di circa 8mm a 100m con munizioni di alta qualità (ricaricate
o commerciali); si tratta del modello di punta attualmente prodotto dalla
ROBAR ed è stato fornito ai principali Corpi di Polizia statunitensi;
su richiesta, l’arma è fornita completa di custodia per il trasporto,
kit di pulizia, cinghia, bipiede Harris di tipo pieghevole, etc.
segue - Parker-Hale M-85
Il Parker - Hale M-85 è il diretto successore del Parker
- Hale M-82 che per molti anni è stato al fianco delle FF.AA.
britanniche e di molti altri Paesi del Commowealth (Australia, Nuova Zelanda,
Canada, etc.) e non. Si tratta di un fucile di precisione basato sulla
classica ed estremamente affidabile azione Mauser unita ad una canna pesante
e ad un calcio in materiale sintetico. La canna è interamente flottante
e garantisce la massima precisione per circa 5000 colpi, dopo i quali
deve essere necessariamente sostituita pena il marcato decadimento dei
risultati di tiro. Pur essendo dotata di mire metalliche, l’arma è
predisposta per accogliere una vasta pluralità di sistemi di puntamento
diurni e notturni, molti dei quali omologati anche in sede NATO. Con le
sole mire metalliche è possibile ottenere una rosata media di 30x60
mm a 300 m utilizzando le Federal serie “Gold Medal” con palla
da 168 grs. HPBT. Utilizzando ottiche di puntamento da 6 o 10 ingrandimenti
l’arma garantisce un centro perfetto al primo colpo a 600 m di distanza,
mentre studi statistici hanno rivelato che esiste circa l’85% delle
possibilità di colpire al primo colpo un bersaglio posto a ben
900 m di distanza!! Come molte armi progettate nello stesso periodo di
quella in commento, anche l’M-85 è stato costruito attorno ad una
cartuccia con palla blindata da 150 grs., vale a dire in riferimento alla
cartuccia NATO tipo M-80 ed ai suoi equivalenti (vedi voce a se). Non essendo
la cartuccia M-80 una munizione eminentemente destinata al tiro di interdizione,
chi la volesse utilizzare per il predetto scopo deve necessariamente
indirizzarsi verso la ricarica specialistica o partendo direttamente dalle
“vecchie” M-80 (smontandole, livellando la polvere, reinserendo
coassialmente la palla e rimontandole), oppure lavorando su componenti
“sciolti” reperiti ex-novo. Va però detto che con una canna
così lunga, almeno in via teorica l'arma dovrebbe poter stabilizzare
palle fino a non oltre 190grs. di peso, per cui chi ricarica dovrebbe avere
ampia libertà operativa. La calciatura, prodotta in esclusiva dalla
Mc-Millan ma denominata GRP, è realizzata in materiale
sintetico e presenta una notevole resistenza agli agenti atmosferici ed
al trattamento rude del campo di battaglia. È estremamente interessante
notare come la sola applicazione di una calciatura di qualità elevata
sia, di per se, in grado di determinare un contenimento sensibile del diametro
medio delle rosate ottenibili. Il prezzo estremamente concorrenziale e
la notevole facilità di gestione e di manutenzione ne fanno un’arma
estremamente interessante e della quale il Ministero della Difesa
farebbe bene ad interessarsi: un grosso risparmio sul bilancio e molti
anni di servizio senza problemi sono garantiti!! Come ultima nota, la casa
costruttrice ricorda che il passo di rigatura di 1 giro in 12” lunga 650mm
stabilizza palle fino ad un massimo di 190grs. di peso, per cui le munizioni
standard NATO tipo M-118 risultano ottimali per questo tipo di arma. Si
consiglia, ove possibile, l’utilizzo delle Lapua D-46 con palla
da 170 grs. in mancanza della cartuccia NATO tipo M-118.
SCHEDA TECNICA
FABBRICANTE = Parker Hale limited, Golden Hillock
Road, Birmingham B11 - 2PZ Regno Unito
MODELLO = M-85 Sniper Rifle
TIPO = fucile di precisione per impieghi speciali
CALIBRO = 7,62x51 mm NATO (.308 Winchester)
MECCANICA = sistema a ripetizione ordinaria di derivazione
Mauser
CANNA = da 650 mm con 4 rigature destrorse a passo costante
di 1 giro in 12”
PERCUSSIONE = diretta
ALIMENTAZIONE = tramite caricatore prismatico amovibile
da 10 colpi
SCATTO = in due tempi, regolabile da 900 a 2200 grammi
(con pretaratura di fabbrica a 1500 grammi)
ESTRATTORE = a unghia di derivazione Mauser
ESPULSORE = fisso a lamina, di derivazione Mauser
MIRE = mirino a lama protetto da alette e diottra regolabile
fino a 900 m con possibilità di applicare ottiche di puntamento
diurno di vario tipo
SICURA = a due posizioni posta dietro la coda dell’otturatore
IMPUGNATURA = a pistola
PESO = 5,7 Kg
MATERIALE = acciaio trilegato per le parti metalliche,
materiale sintetico in vari colori per la calciatura
LUNGHEZZA = 1210 mm
FINITURA = parti metalliche nere opache antiriflettenti,
calciatura disponibile in vari colori e mimetizzazioni
NOTE = la presenza di specifici intagli a coda di rondine
sul castello consentono l’applicazione di una vasta pluralità di
sistemi di puntamento diurni e notturni contemplati da diversi STANAG
NATO; la canna, ricavata per rotomartellatura, presenta un passo di 1 giro
in 12” ed ha una vita operativa media di circa 5000 colpi; la calciatura
è disponibile in diverse colorazioni quali NATO Green, Jungle
Camo (toni di verde con striature marroni), Desert Camo (varie
tonalità di marrone), Arctic Camo (bianco e grigio chiaro)
e Urban Camo (varie tonalità di grigio) ed è regolabile
in lunghezza tramite appositi spessori
segue - Accuracy International modello PM “SRS”
Il modello PM “SRS” della Accuracy International è
stato progettato e realizzato su esplicita richiesta del Ministero
della Difesa britannico per sostituire il desueto Lee-Enfield L42
quale fucile di precisione per tiratori scelti. Adottato del Ministero della
Difesa con la sigla L96 / A1, questo fucile è l’attuale sistema d’arma
utilizzato dai tiratori scelti dell’Esercito e dei Fucilieri di Marina
britannici, i quali possono contare su uno strumento in grado di garantire
il 100% di possibilità di colpire un bersaglio a 600 m in qualsiasi
condizione climatica ed operativa. La canna, in acciaio inossidabile, è
realizzata per rotomartellatura ed è cromata internamente, inoltre
è totalmente libera di oscillare lungo l’astina. La calciatura è
in Alluminio e fibra di vetro, ed è dotata di un bipiede integrale
cui può aggiungersi eventualmente un terzo appoggio ribaltabile posto
vicino al calciolo. Le mire metalliche sono tarate fino a 700 m, tuttavia
l’arma è fornita di serie con un cannocchiale di puntamento Hensoldt
da 10x40 mm con reticolo illuminabile tipo “Betalight” e lenti trattate
al Fluoruro di Magnesio, che consentono una trasmissione della luce
del 92% circa. Sono poi disponibili a richiesta ottiche prodotte dalla tedesca
Schmidt und Bender, due di tipo fisso (6x42 mm e 10x40 mm) ed una di tipo
variabile (2,5 - 10x56 mm). Il modello PM “SRS” presenta alcune
varianti di rilievo fra cui si segnalano i modelli:
- “Covert PM” = è la versione silenziata del modello
base camerata in calibro 7,62x51 mm NATO e destinata al SOLO tiro
di precisione fino ad un massimo di 300 m con munizioni subsoniche
- “Super Magnum PM” = è il “fratello maggiore”
del modello base ed è camerato nei calibri 7 mm Remington Magnum,
.300 Winchester Magnum e .338 Lapua Magnum
- “AW - PM” = è il modello che ha vinto la
gara d’appalto bandita dal Ministero della Difesa svedese
(N.B. = “AW” sta per Arctic Warfare) per la fornitura di
un nuovo fucile di precisione per le proprie FF.AA. (più
noto con la sigla PSG-90) e si caratterizza per il particolare meccanismo
anticongelamento di cui è dotato
- “AWP” = è l’ultimo nato della famiglia ed è
basato su di una meccanica super collaudata, una calciatura ergonomica
ed una canna a sei rigature in grado di mantenere costanti nel tempo
le prestazioni balistiche
Si tratta anche in questo caso di un ottimo sistema d’arma ad
un prezzo molto elevato ma, al contempo, estremamente concorrenziale
se paragonato a quello di altri sistemi (più costosi ma meno
efficienti!!) che hanno già interessato, seppur marginalmente, il
nostro Ministero della Difesa. Allo stato attuale, infatti, alcuni reparti
delle nostre truppe Alpine sono equipaggiate, anche se parzialmente, con
il modello “Super Magnum PM” in calibro .338 Lapua Magnum. Si è
trattato di un’ottima scelta che meriterebbe di essere maggiormente estesa
anche ad altri reparti, con particolare riferimento a quelli più
frequentemente impegnati nella operazioni internazionali di pacekeeping:
non è più il tempo di utilizzare i vetusti Garand M1 - D per
il tiro di interdizione!!
SCHEDA TECNICA
FABBRICANTE = Accuracy International, P.O. Box 81, Portsmouth,
Hampshire, PO3 5SJ, Regno Unito
MODELLO = L96 / A1 - PM “SRS” (Sniper Rifle System)
TIPO = fucile di precisione per impieghi speciali
CALIBRO = 7,62x51 mm NATO (.308 Winchester)
MECCANICA = ripetizione ordinaria di derivazione Mauser
CANNA = ricavata per rotomartellatura, lunga da 655 mm
con 6 rigature destrorse a passo costante di 1 giro in 12”
PERCUSSIONE = diretta
ALIMENTAZIONE = tramite caricatore prismatico amovibile
da 6 colpi
SCATTO = in due tempi
ESTRATTORE = a gancio, posto sulla testa dell’otturatore
ESPLUSORE = a pistoncino, posto sulla testa dell’otturatore
MIRE = mirino a lama protetto da alette e diottra regolabile
fino a 700 m con possibilità di applicare dispositivi di mira
ottici di vario tipo
SICURA = a due posizioni posta dietro la coda dell’otturatore
IMPUGNATURA = a pistola con ampio foro di passaggio per
il pollice
PESO = 6,5 Kg completo di ottica
MATERIALE = Alluminio e fibra di vetro per la calciatura,
acciaio legato per l’azione e la canna
LUNGHEZZA = 1124 mm
FINITURA = disponibili a richiesta vari tipi di finiture
(nero opaco antiriflesso, mimetico standard, mimetico artico, mimetico
urbano, etc.)
NOTE = arma con sistema di puntamento ottico standard costituito
da un Hensoldt da 10x40 mm; disponibili a richiesta cannocchiali
Schmidt und Bender 6x42 mm e 10x40 mm, oppure Hensoldt 6x42mm
con reticolo illuminabile tipo “Betalight”; la canna, ricavata
per rotomartellatura, è garantita per una vita operativa media
di circa 10000 colpi;
segue - lo strano caso dell’Heckler & Koch modello PSG-1
Un sistema d’arma che ha interessato alcuni Reparti altamente
specializzati delle nostre Forze dell’Ordine è stato l’Heckler
& Koch modello PSG - 1. Stante la sua struttura (è un’arma
lunga e pesante) e la sua destinazione d’uso (è un’arma destinata
essenzialmente alle forze dell’ordine) un po’ particolari, in questa sede
verrà fatta una trattazione ai soli fini della completezza informativa.
Si tratta di un sistema d’arma realizzato sul finire degli anni ‘70 con
l’unico intento dichiarato da parte del costruttore “...di fornire
un sistema d’arma nel quale si fondessero in maniera organica tutti i
vantaggi delle armi semiautomatiche con la precisione intrinseca delle
armi a ripetizione ordinaria...”. Dal punto di vista costruttivo
si tratta, sotto molteplici aspetti, di un sistema d’arma veramente sui
generis. I VANTAGGI principali del PSG - 1 sono rappresentati dall’incredibile
velocità di ripetizione del colpo unita ad una stabilità
fuori dal comune, ai quali devono aggiungersi la scarsa “...rumorosità
di funzionamento...” ed un’eccellente precisione intrinseca. Estremamente
rilevante sotto il profilo qualitativo sono l’alimentazione di tipo orizzontale
e la canna di tipo lungo e pesante. La prima caratteristica è
importante perché evita di pregiudicare la coassialità
palla/bossolo durante la fase di completamento del ciclo di fuoco. La
seconda caratteristica è altresì importante perché
la lunghezza della canna permette una corretta combustione della polvere,
mentre il peso elevato limita le vibrazioni all’atto dello sparo, INIBENDO
così la formazione di